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venerdì 17 giugno 2016

IN & OUT


In molti ricorderanno il simpatico film di Oz, pur se aveva contenuti tali da richiamare l’attenzione di un pubblico attento alle vicende connesse alle diverse espressioni della sessualità individuale.
Il titolo – 'IN & OUT' ossia 'Dentro e Fuori', qui liberamente applicato all'attualità nel senso di ‘Dentro o Fuori’ – ben si addice a due fondamentali momenti della vita di diversi milioni di Cittadini, in tutta Europa.
In Italia, il turno di ballottaggio tra i candidati alle poltrone di Sindaco di importanti Città – e relative aree metropolitane -, vede contrapposti soggetti e schieramenti, con mobilitazione di alleanze più o meno comode, più o meno ‘sante’, più o meno surrettizie.
Il lasso di tempo trascorso tra il primo turno e questo, è però servito a mettere a fuoco la ‘tenuta’ caratteriale e comportamentale dei Candidati, mentre – sotto gli occhi di obiettivi e telecamere, rispondevano alle (solite!) domande di cronisti, anchor-man, e pubblico.
Per me che sono abituato a leggere nei comportamenti correlati alla comunicazione verbale e non verbale, è stato abbastanza semplice cogliere sguardi gettati nel vuoto, al di sopra di un orizzonte immaginario quasi sempre alla destra del soggetto in ascolto, mentre si davano risposte ‘tutte di un fiato’ e quindi preconfezionate; come pure anomale erano le risposte date da quei Candidati (non importa, in questa sede se fossero uomini o donne) che alle domande rispondevano con piglio solo apparentemente sicuro, quasi smargiasso ovvero supponente, per sciorinare – ricordate il buon ‘mitraglietta’? – concetti e soluzioni che, anziché rassicurare, sembravano delle enunciazioni suicide.
Del tipo ‘non votatemi’: specie perché opposte a quella logica, cui – peraltro, anche se perversa – tutti noi siamo abituati.   Vogliamo ascoltare rassicurazioni e promesse, blandizie travestite da ragionamenti pseudo-logici e da una profusione di cose che farà il solito Remo.  Ossia ‘faremo’ questo, quello e quell’altro: tanto, si è visto che promettere e non mantenere, in Italia, non ha mai ucciso alcun politico.    Che la nomina dell’Amministratore di una Città possa essere legata alle miopi visioni di stadio si-stadio no, investimenti si-investimenti no (riferiti a risorse da dirottare verso altre esigenze ritenute molto più importanti per i Cittadini), francamente è di troppo!
Forse occorrerebbe un terzo o quarto turno per rifare nuovamente queste Elezioni Amministrative. Nuovi Candidati e nuove proposte.   Ma è un sogno ad occhi aperti… Per ora, promesse - old style: panem et circenses -, occhi vacui aperti sul vuoto (chiarisco: sono segno di menzogna, specie di chi non ha coraggio per guardare negli occhi l'interlocutore), dichiarazioni sputate fuori dai denti così come da bambini si prendeva lo sciroppo amaro (un respiro, prima, trattenere il fiato, espellerlo!).
Temo l’astensione, specie di coloro che – con animo infuocato – al primo turno gridavano ‘al cambiamento!’, mentre tempo la compattezza strumentale di chi non vuol perdere un’occasione sfuggita per decenni.
Un fatto è certo: i risultati si riverbereranno certamente sul referendum di fine Giugno, e non solo: visto lo spessore del coinvolgimento dell'apparato di Governo a fianco di Candidati.  Un referendum cui gli Italiani dovrebbero dedicare moltissima attenzione, specie per comprendere bene, bene, bene… in che cosa consistano le riforme che si vogliono apportare e quali mutamenti potrebbero provocare nella loro vita attuale ed in quella dei loro figli.
E' in gioco il loro futuro politico e persino la possibilità di poter ben esprimere la loro libera, democratica volontà. Di stampo repubblicano: è bene sottolinearlo. 
Ma – nell’ 'IN & OUT' di questo articolo – si guarda anche al pronunciamento dell’Inghilterra: dentro o fuori da quest’Europa malaticcia, senza tono e persino avvelenata e velenosa, vittima delle pruderie francesi e dell’ottusa conquista teutonica di un potere che è supremazia, annientamento della sovranità degli altri Stati, vero e proprio accaparramento di mercati e risorse, annientamento della concorrenza, azzeramento di ogni altrui pulsione di rivendica.
Con consapevolezza e lucidità, dati - reali - alla mano, faccio il tifo per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea e quindi dalla zona (grigia!) dell’Euro: unità monetaria peraltro, prudentemente e saggiamente mai abbracciata da questo Popolo intelligente, per non tagliarsi alcun ponte alle spalle.
Oggi si assiste a ondate di pessimismo e vero e proprio terrore, gettate – così come avvenne in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e più recentemente Austria – sui Cittadini di queste Nazioni, per tramortirli di paure, di velate minacce, stordendoli con la promessa di recessioni, impoverimenti, ecc. ecc.
Ma Signori… i timori dell’una parte si equivalgono con quelli dell’altra, ed è solo tramite la comunicazione 'pilotata e interessata, quando non allineata' che sembra prevalere l'una o l'altra tesi: la scelta reale è se continuare, nonostante le promesse e le concessioni di queste ultime settimane – tipo caramelle abbondantemente sparse sugli ami nascosti – nello stesso modo, con le stesse angustie, vittime di un Parlamento Europeo che delibera sempre a favore di un paio di parti, ignorando le attese di altri. Vittime degli gnomi che con teutonica fermezza proseguono nei loro mantra fatti di numeri e tossiche pozioni magiche.
Ciò che è accaduto in Grecia, ha aperto bene gli occhi a moltissima gente in Europa: se cadi in ginocchio, non ti aspettare che una mano si stenda ad aiutarti! Prima ti metterà sotto gli occhi mucchi di carte, dicendoti ‘firma’!  Poi ti aiuterà a sollevarti e si riprenderà quasi tutto quello che dice, sempre sulla carta, di averti dato.  Per aiutarti, è ovvio!
La Grecia scende nuovamente in Piazza, in queste ore; la Francia è dilaniata da contrasti e proteste accese, così accese da rischiare di dar vita ad un incendio dilagante in Europa; Spagna e Portogallo non vedono l’ora di sganciarsi dalle Forche Caudine di Bruxelles; l’Italia … vive delle grida di chi – dall’alto delle proprie personali ricchezze o dei propri immensi vantaggi – ‘tifa’ per l’Euro e per l’Unione.
Un’Unione che non c’è, stravolta dagli gnomi che – con matita, righello e calcolatrice – amano dare lezioni a tutti! Senza però accertarne: ricordate lo scandalo delle auto con il software truccato per poter meglio essere vendute (che lealtà, nella concorrenza!)? 
Si paventava un tracollo economico della Germania, multe iper-salate tali da far stramazzare aziende e stati… com'è andata a finire? E' stato alzato il limite di inquinamento tollerato, con buona pace per la tutela della salute e dell'ambiente: ma con un fortissimo sospiro di sollievo - almeno in Europa - delle aziende automobilistiche tedesche, delle banche tedesche, della politica tedesca, delle finanze tedesche...!
E se n'è accorta anche la Svizzera che le cose non vanno proprio, intenzionata com'è a rivedere la sua richiesta di adesione all'Unione Europea, presentata ben 24 anni fa!
E noi tutti dobbiamo sottostare ai soprusi ed alle angherie di questi signori?  Questo è il nerbo del concetto di Unione? 
Poveri i nostri Padri, poveri i Padri Costituenti dell’Europa Unita! Il loro corretto messaggio, il loro spirito, è statio svilito e profondamente tradito, violato e violentato!
Qui, di unito, oggi, c’è ben poco: c’è solo un gioco al massacro segnato da sopraffazione finanziaria ed economica non solo verso i deboli, ma anche verso i forti: vedasi il target posto sulla Russia, messa in difficoltà da chi si permette persino di fingere meraviglia perché Mosca si difenda con delle contromisure economiche e finanziarie !
Prossimo passo, nei sogni degli gnomi frano-tedeschi? Quello di lavorare per la successione di Draghi, con un candidato non ‘super partes’ ma ‘di parte’: francofono o tedesco.
IN O OUT…? Meglio OUT!   
Un sano scossone dall'Inghilterra non potrà che giovare al resto della truppa.
E gli Inglesi, quando vanno a votare, ci mettono molto della loro testa dimenticando i suggerimenti del 'cervello nella pancia': forse non hanno dimenticato il fuoco di sbarramento fatto contro di loro proprio dalla Francia, che non intendeva farli entrare nel biz europeo, e forse hanno ancora nelle orecchie il boato delle V2 e il rumore di quegli scarponi che marciavano con il passo dell'oca e la cui eco fu spenta - è bene ricordarlo! - con il sangue delle truppe alleate, inglesi inclusi.
Il terrorismo psicologico esercitato con gli Inglesi oggi, con la Grecia ieri, ma anche con Italiani, Spagnoli e Portoghesi, e per ultimo con gli Austriaci, non paga più: anzi va contrastato e combattuto.
Terrore per terrore, è meglio essere terrorizzati da una speranza piuttosto che non dalla certezza della prosecuzione del vivacchiare - ripeto, sempre tiranneggiati e terrorizzati  dai gerarchi di Bruxelles o Strasburgo o altro, rappresentanti  di un'Europa scollegata, disunita, persino cinica e crudele con i più deboli, incapace di risolvere i problemi, con un'apparato burocratico che, definire ciclopico, è dir poco.
Meglio alle urne, meglio cambiare a tutti i costi; e ancora cambiare, per poi cambiare... fino a che questa classe politica troppo simile al vecchio, anzi 'peggio' del vecchio - perché composta proprio da vecchi, immodificabili soggetti con solo un 'contorno' di convenienza un po' più giovane - continua ad operare imperterrita, come se non si fosse accorta che il Mondo è cambiato, che c'è una profondissimo cambiamento in atto e di come sia morta la vecchia prosa, l'arcaico bla-bla-bla per imbonire e prendere per i fondelli i Cittadini.
Solo un cambiamento, un rinnovamento, una rivitalizzazione, può dare nuova ossigenazione ai tessuti malati della società, segnando la fine di quelli ormai dépassé di una classe politica vecchia e priva di palpiti vitali seri e affidabili, all'insegna della programmazione, abbandonando così la menzogna, l'inciucio perenne, la ricerca del profitto personale.

Roma, 17 Giugno 2016                            Giuseppe Bellantonio


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giovedì 9 giugno 2016

VERSO IL BALLOTTAGGIO...CAMBIA VENTO?

Per la lucidità dell'analisi e l'assenza di qualsivoglia acrimonia nel linguaggio e nell'esposizione fatta da  S.E. il Prof. Salvatore Sfrecola, ci pregiamo proporre ai nostri Lettori un Suo scritto pubblicato sul sito di 'Un sogno Italiano' e relativo all'imminente turno elettorale di ballottaggio.
Buona lettura!

Verso il ballottaggio
Cambia vento? A Roma e non solo
di Salvatore Sfrecola

All’indomani del primo turno delle elezioni comunali chi, nel Partito Democratico, nei ballottaggi rincorre i candidati del Movimento Cinque Stelle, come a Roma, Giachetti, o è inseguito, come a Torino, Fassino, denuncia negli avversari populismo, protesta per la protesta e genericità dei programmi. Giachetti ha ripetutamente sfidato Virginia Raggi, attestatasi al 35% dei voti, a confrontarsi con lui, con i programmi sui percorsi della metropolitana e su questa o quella linea di tram e via discorrendo. Un confronto che, denuncia il candidato del PD, prima non c’è stato, anzi sarebbe stato evitato dalla candidata del M5S.
Quel confronto forse non ci sarà. In primo luogo perché chi è in testa solitamente non accetta confronti con chi lo insegue. Inoltre sfugge a Giachetti che il confronto tra lui e Virginia Raggi non è sui programmi ma sulla sua personale credibilità come candidato e sul partito che lo esprime in relazione alla sua storia a Roma. Insomma Giachetti è, nel bene e nel male, l’erede dell’area politica che ha governato Roma negli ultimi venti anni.
“È cambiato il vento”, ha detto in apertura della sua conferenza stampa la giovane Avvocato Raggi, un vento che ha premiato, al di là delle più rosee aspettative, la novità, l’immagine della novità, forse anche solo la speranza della novità, magari non bene identificata ma che, in ogni caso, si alimenta della speranza dei cittadini romani letteralmente disgustati da anni di sprechi e ruberie che fanno la cifra dell’inefficienza dei servizi comunali e della invivibilità della città più bella del mondo, in una parola della inadeguatezza dei partiti e delle loro classi dirigenti.
Tutte queste cose la Raggi non le dice ma le fa capire, perché ha compreso che l’ipotesi del cambiamento che ha mosso la sua candidatura è stata accolta dai romani in cerca del nuovo per quel sorriso accattivante, per il tono gentile della voce che dà un’idea della fermezza e della determinazione che la sorregge. In tanti hanno condiviso l’aspettativa del nuovo. Poco conta, quindi, che non abbia indicato quanti kilometri di metropolitana vorrà costruire, se e quali linee prolungare e fino a dove. I quiriti le hanno creduto sulla parola, ispirati da quel volto sereno e sorridente che spiegava con estrema semplicità che la novità è fatta di due parole di straordinaria importanza, legalità e trasparenza, senza mai alzare la voce, neppure per sottolineare un qualche aspetto della sua offerta politica, lei abituata a modulare parole e concetti quando, di fronte ai giudici più esigenti cerca di far valere le ragioni del suo assistito. Quel giudice che si chiama cittadino romano, che in politica è certamente ben più esigente di quello in toga, si è fatto convincere immediatamente è l’ha premiata. Troppo e troppo pressante il desiderio di cambiamento, quello che, già nelle elezioni politiche, era stato condiviso da un quarto dell’elettorato.
Giachetti, c’è da esserne certi, insisterà nel richiedere un confronto ritenendo di essere il più abile con la sua consumata esperienza all’interno del Partito Democratico romano, laddove si decide come gestire le risorse del Comune, tra indennità al personale, premi di produttività (quale?), consulenze, appalti di lavori, di servizi e forniture. 
È lì, nelle pieghe del bilancio, che si sono spesso annidati gli sprechi, magari all’insaputa di sindaci e assessori circondati da clientes ai quali il più delle volte non è possibile dire di no. Non che siano sempre illeciti, ma i romani hanno deciso di cambiare pagina di cogliere quel vento che è la novità di questa fase storica nella quale, come ha scritto Peter Mair, irlandese, uno dei principali protagonisti della scienza contemporanea, i maggiori partiti registrano un calo di iscritti e di partecipazione ed anche coloro che rimangono fedeli militanti sono sfiancati nel loro entusiasmo.
Si è aperta la fase del ballottaggio. Le due settimane che ci dividono dal secondo e definitivo voto saranno anche il tempo della sperimentazione dell’approccio nuovo che la realtà suggerisce ai cittadini ed ai partiti. Questi ultimi, a sentire le parole dei loro dirigenti, non sembra abbiano capito che è finito il partito che organizza non il consenso, sulla base di idee, ma la gestione delle risorse che fanno gola alle lobby grandi e piccole degli affari. Su questo si misura il rapporto con un movimento, come quello di Virginia Raggi che si alimenta di una protesta che per troppo tempo ha covato nell’animo degli uomini i quali hanno visto sperperi e corruzione passare impuniti attraverso gli anni, spesso protetti da norme di favore. Demonizzare la protesta è sbagliato e sciocco. I fenomeni vanno compresi ed è solamente l’arroganza della “casta” a negar loro cittadinanza.
Vedremo come si atteggeranno alcuni partiti che predicano legalità e trasparenza. 
Daranno qualche indicazione? Offriranno l’aiuto alla candidata Cinque Stelle, anche se lei non la chiederà? 
Roma diventa così un grande laboratorio di idee, sospinte da quel vento che “è cambiato”, in favore della giovane che non teme le difficoltà che dovrà affrontare se siederà sullo scranno più alto del Campidoglio. 
Un primo segnale lo ha dato Matteo Salvini con la solita formula: “se votassi a Roma voterei Raggi”.

8 giugno 2016

martedì 7 giugno 2016

IL MONDO E' CAMBIATO...

... E C'E' CHI NON SE N'E' ACCORTO!
O FA FINTA DI NON ESSERSENE ACCORTO.
O SE N'E' ACCORTO BENISSIMO: MA CERCA DI FAR FINTA DI NIENTE, CERCANDO DI CONVINCERE GLI ALTRI CHE, SALVO POCHE SFUMATURE, POCO O NIENTE SIA CAMBIATO. 
COSI' CHE SI POSSA, ANZI SI DEBBA, CONTINUARE SULLA VECCHIA VIA.  INELUTTABILMENTE.
COSI' CHE CI SI DEBBA FIDARE ANCORA DI QUESTI O QUELLO CHE PERCORRE LA VECCHIA VIA, TENTANDO DI FAR RESTARE UNITO IL PROPRIO PICCOLO GREGGE.
E CHE QUESTO GREGGE, RIFERITO A CIASCUN SOGGETTO, SIA SEMPRE PIU' PICCOLO, E SPESSO MODESTO, SONO LE CRONACHE A DIRLO, SONO I NUMERI A TESTIMONIARLO.
SI.  MI RIFERISCO AI RISULTATI ELETTORALI DELLE AMMINISTRATIVE A ROMA.
MI RIFERISCO A TUTTI COLORO CHE APPAIONO PERSINO 'CONTENTI' DI AVER PERSO (PERCHE' COMUNQUE QUALCOSA HANNO PERSO!), CHE NON LESINANO SORRISI E AMMICCAMENTI RITENUTI UTILI A TRANQUILLIZZARE NON SI SA CHI... MA CERTAMENTE UTILI A SE STESSI.
LA PROTESTA E' MONTATA SONORA E FORSE PERSINO VENDICATIVA.
MA CERTI SOGGETTI CONTINUANO A FAR FINTA DI NON CAPIRE: ANZI, CON SPOCCHIOSA ARROGANZA, UTILIZZANO PAROLE CHE SEMBRANO VOLER SCHIAFFEGGIARE CHI NON CONDIVIDA LE LORO POSIZIONI, LE LORO AZIONI.
LA GENTE E' SATURA DI QUESTO BALLETTO!
I CITTADINI - PERALTRO QUELLI CHE, NONOSTANTE LA NAUSEA, SI RECANO ALLE URNE - DANNO NETTI SEGNALI DI VOLERE DEI CAMBIAMENTI CONCRETI.
E QUESTI ULTIMI DATI DIMOSTRANO CHE, A CORTO DI RESIDUE SPERANZE, SI SONO DIRETTI VERSO QUELLA CHE RITENGONO ESSERE L'ULTIMA SPIAGGIA, L'ULTIMA RISORSA LIBERAMENTE E DEMOCRATICAMENTE PRATICABILE.
FA UN ERRORE GRAVISSIMO CHI POSSA RITENERE CHE, RICEVERE UN'INATTESA MOLE DI CONSENSI, POSSA RIFERIRSI AD UN GRADIMENTO DI GENERE, DI PERSONA, DI PROGRAMMA, DI PARTITO.
COSI' COME FA UN ERRORE TRAGICO CHI NON RISPETTI I RINTOCCHI FUNEREI CHE, ARRIVANDO DALLE URNE, PUNISCONO PERSONE, PROGRAMMI, PARTITI.
LA POLITICA 3.0 TERRORIZZA, PERCHE' DEL TUTTO IMPREPARATI E PRIVI DI ELASTICITA' MENTALE E COMPORTAMENTALE, QUANTI SONO STATI ALLEVATI NUTRENDOSI ALLE MAMMELLE DI UNA SISTEMA POLITICO ORMAI VETUSTO E SUPERATO.
CHE PERO', PER MOLTI VERSI, HA RILEVANTI PUNTI DI SOMIGLIANZA CON CERTA PESSIMA POLITICA - O VETEROPOLITICA - PRATICATA A LIVELLO EUROPEO, CIRCA LA QUALE STRATI SEMPRE PIU' AMPI DI MOLTE POPOLAZIONE INIZIANO A DARE FORTI SEGNALI DI NON-GRADIMENTO E ANZI DI FORTE CENSURA.
LA COSA PEGGIORE CHE UN POLITICO POSSA FARE E' QUELLA DI ESSERE AUTOREFERENZIALE A SE' STESSO: COSI', NON TENENDO CONTO CHE, ESSENDO STATO DESIGNATO PER VOLONTA' LIBERAMENTE ESPRESSA DAL POPOLO SULLA BASE DI UN PROGRAMMA DA LUI PRESENTATO, E' PROPRIO AI CITTADINI, AL POPOLO, CHE DEVE RISPONDERE DELLE SUE AZIONI.
DIVERSAMENTE, SI SPALANCHERA' UN SOLCO INCOLMABILE TRA SOGGETTI POLITICI E CITTADINI, TRA POPOLO E ISTITUZIONI.
C'E' CHI SAPRA' FAR SUA LA LEZIONE DI ROMA - LA PRIMA, POICHE' LA SECONDA ARRIVERA' TRA DUE SETTIMANE -, METTENDOCI LA FACCIA SUI MEZZI DI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE, SOSTENENDO FINALMENTE CON ONESTA' DI AVER SBAGLIATO TUTTO E DI CHIEDERE SCUSA ALL'ELETTORATO PER AVER MAL FATTO, MAL GESTITO O COMUNQUE MAL INTERPRETATO IL PROPRIO RUOLO?
ALL'ORIZZONTE PROSSIMO SI AFFACCIANO DELLE CANDIDATE AGGUERRITE.
BEN VENGANO!
CHIEDIAMO LORO UMILTA' NEL RUOLO E BUONA VOLONTA', ONESTA' E TRASPARENZA, MENO RASSICURAZIONI E PIU' FATTI, CORAGGIO E LUNGIMIRANZA GESTIONALE.  SPECIALMENTE APPOGGIANDOSI A TECNICI ALTRETTANTO GIOVANI E CERTAMENTE MENO VINCOLATI ALLE LOGICHE DELLA PARTITOCRAZIA, DELL'INTERESSE, DELLE CAMARILLE.
FORSE, AVREI PREFERITO DONNE PIU' MATURE: COME LO STEREOTIPO DELLA 'CASALINGA DI VOGHERA'. DONNE CHE COMBATTONO OGNI GIORNO PER FAR QUADRARE I CONTI DELLA LORO CASA; CHE FANNO MIRACOLI PER COMBINARE IL PRANZO CON LA CENA FACENDOSI BASTARE QUEL POCO DENARO CHE ENTRA ONESTAMENTE IN CASA; CHE RIESCONO A VESTIRE DIGNITOSAMENTE I FIGLI ED A MANDARLI A SCUOLA  SACRIFICANDOSI; CHE CURANO LA FAMIGLIA, LA CASA, FIGLI E MARITO, CUCINANDO, STIRANDO, RIGOVERNANDO... QUASI MAI IMPRECANDO, MA SEMPRE DISPONIBILI A CAPIRE, COMPRENDERE, ANCHE SORRIDENDO.
ECCO: IO PER ROMA, NELLA CONDIZIONE ATTUALE, PREFERISCO QUESTE BELLE DONNE A QUELLE 'IN TIRO' (questa mia parola non suoni critica: il bello piace sempre e va apprezzato) TROPPO PATINATE E PERFETTE PER ESSERE DONNE DEL POPOLO CHE RAPPRESENTINO IL POPOLO: ABITUATE AD APRIRE OGNI MATTINA IL BORSELLINO ED A FARE I CONTI CON IL POCO CHE C'E'.
TALVOLTA IL NIENTE.
ANCHE LA 'CASALINGA DI VOGHERA' SA ESSERE EDUCATA E RAFFINATA, FORSE SENZA TACCHI A SPILLO MA PIANTATA SOLIDAMENTE PER TERRA, COLTA E SAGGIA COSI' COME LO ERANO LE NOSTRE MAMME E LE NOSTRE NONNE, FORSE NON TUTTOLOGA INTERNETTIANA MA CERTAMENTE ANTESIGNANA - E DI QUANTO! - DEL MODERNO MULTITASKING...
NEI PROSSIMI GIORNI, NEI PROSSIMI MESI, POTREMO VEDERE SE E QUANTO LA LEZIONE DI ROMA SARA' SERVITA, SE FINALMENTE CI SARA' PROPOSTO UN NUOVO MODO DI CONCEPIRE L'ESSERE AL SERVIZIO DEI CITTADINI E PER I CITTADINI, CON L'INDICAZIONE DEI TEMPI DI OGNI AZIONE E DELLA CATENA DELLE RESPONSABILITA' E DEI CONTROLLI; SE CI SARANNO DELLE PROPOSTE CONCRETE-PRECISE-DETTAGLIATE CHE TENGANO CONTO DELLE RISORSE DISPONIBILI E DI QUALI ESSE SIANO; ... OPPURE, CON TRISTEZZA, DOVREMO PRENDERE ATTO CHE ANCORA UNA VOLTA  CHE L'ITALICO POLITICHESE, L'INCIUCIO E LA MEDIOCRITA' DOVUTA ALLA MANCANZA DI IDEE CHIARE L'ABBIANO FATTA INVECE DA PADRONE.

Roma, 7 Giugno 2016                              Giuseppe Bellantonio

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