lunedì 10 giugno 2019

LO STIPENDIO DI MONTALBANO

L'AMICO ALFREDO GRANELLI, PERSONA MOLTO ATTENTA ALLA QUOTIDIANITÀ' DI GESTI E PAROLE, ABITUALMENTE SENSIBILE ALLE DINAMICHE SOCIALI E POLITICHE ITALIANE, NON DISDEGNA DI FAR PERCEPIRE IL SUO GRAFFIO IRONICO ALLORCHÉ' NOTA LE STONATURE CHE PROVENGONO AI CITTADINI DALL'ESPOSIZIONE A ERRONEI O FALSI MODELLI TELEVISIVI O LETTERARI.
QUELLA CHE DI SEGUITO PROPONIAMO AI NOSTRI LETTORI, E' LA SUA CHIOSA CRITICA ALLE VICENDE TELEVISIVE CHE HANNO AD OGGETTO IL PERSONAGGIO LETTERARIO DEL COMMISSARIO MONTALBANO, PERSONAGGIO CREATO DALLA FLUIDA PENNA DELLO SCRITTORE ANDREA CAMILLERI.

Tutti i giorni lavorativi il commissario Montalbano va a pranzo in una trattoria di Vigata, dove grazie al suo pititto lupigno si abbuffa come un rospo, senza farsi mancare nulla, dagli antipasti all’ammazzacaffè; costo stimato di ogni pasto: almeno 30,00 euro che, moltiplicati per 25 giorni lavorativi, ne fanno 750,00 al mese.
La sera il commissario mangia di solito a casa sua, dove la fedele colf Adelina gli lascia già pronte ottime cenette, bastevoli di norma per quattro persone.
Adelina lavora probabilmente ad ore; calcolando 3 ore al giorno per 25 giorni, sono 75 ore al mese, che al prezzo di favore di 7,00 euro l’ora fanno 525,00 euro.
E lasciamo perdere i contributi…
Poi ci sono le spese per l’acquisto delle cose da mangiare e di tutto ciò che occorre per la casa, che possiamo stimare in 20,00 euro al giorno per 30 giorni, vale dire 600,00 euro al mese.
A quanto parrebbe, nella casa di Marinella Montalbano ci sta in affitto; graziosa villetta proprio in riva al mare; calcoliamo un canone, a prezzo veramente stracciato, di 400,00 euro al mese.
Montalbano fuma come un turco: un pacchetto di sigarette al giorno non gli basta e ciò significa almeno 200,00 euro al mese che se ne vanno in fumo.
Nel frigo di Montalbano c’è sempre dell’ottimo vino bianco ghiacciato e molte altre bottiglie se ne stanno ammucciate per casa; ovviamente si tratta di vini pregiati e non di Tavernello, che quello se lo bevono i poveracci; calcolando una bottiglia al giorno al prezzo di 8,00 euro l’una per 30 giorni, fanno 240,00 euro al mese.
Stesso ragionamento per il whisky, che a Montalbano non basta mai e che lui non compra al supermercato, ma al bar di Marinella, dove lo paga almeno il doppio; teniamoci bassi e supponiamo un consumo di 10 bottiglie al mese, che a 20,00 euro l’una fanno 200,00 euro.
Possiamo ancora stimare una spesa mensile di 125,00 euro per utenze e servizi vari: luce, gas, acqua, telefono fisso, telefono cellulare, benzina, Tari, Tasi e quant’altro.
Siamo così arrivati a 3.040,00 euro mensili, senza contare gli extra che spesso Montalbano si concede, come i vari ristorantini più o meno scisciosi dove va a cena (solitamente in dolce compagnia) quando non gli va di rimanere solo a casa, oppure i costosi viaggi a Boccadasse, che però sono sempre più rari. 
E sorvoliamo su tutte le volte che il Commissario dimostra la sua grandezza di cuore, elargendo piccioli a destra e a manca a tutti quelli che ne hanno bisogno oppure no.
A questo punto sorge spontanea una domanda:
“Ma quanto prende di stipendio un commissario della Polizia di Stato?”

Maggio 2019
Alfredo Granelli
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domenica 2 giugno 2019

LINGUAGGI DEL TURISMO... IL PORTOGALLO NEL FUTURO DEL TURISMO GLOBALE.

Il 31 Maggio, nella splendida e austera cornice del Salone Nobile dell'IPSAR - Istituto Portoghese di Sant'Antonio a Roma, incastonato nel complesso della struttura dell'omonima Chiesa del '600, nota per la sua acustica e per il suono netto e possente dell'organo che vi si trova, ma apprezzata soprattutto per essere la Chiesa rappresentativa della Nazione Portoghese in Italia, si è tenuto il Workshop 'IL PORTOGALLO PER LA PROPOSIZIONE DEL FUTURO DEL TURISMO GLOBALE' curato dalla Dott.ssa Fiorella Ialongo.   Una iniziativa particolarmente significativa, maturata su consiglio del Prof. Francisco de Almeida Dias dell'IPSAR, confortata dal parere della Prof.ssa Barbara Antonucci - Direttore del Master in 'LINGUAGGI DEL TURISMO E COMUNICAZIONE INTERCULTURALE', dell'Università di Roma Tre - e quindi condivisa e sostenuta con entusiasmo dall'Ill.mo Magnifico Rettore dell'IPSAR S.E. Mons. Agostinho da Costa Borges
Dopo la presentazione e l'introduzione al Workshop da parte dell Dott.ssa Ialongo - Docente del Master e curatrice dell'incontro -, Monsignor da Costa Borges, anche nella Sua qualità di Addetto agli Affari Culturali dell'Ambasciata del Portogallo presso la S. Sede, ha pronunciato un breve indirizzo di benvenuto agli Ospiti, sottolineando l'importanza delle esperienze che possono maturate nel muoversi per il Mondo, a contatto con culture e realtà sociali diverse: il tutto, quale stimolo, spinta, tanto per rafforzare il sé che per dare sostanza alle aspirazioni.   
Gli interventi dei relatori sono stati tutti ricchi e significativi, guidati con amabile e fattiva premura dalla Dott.ssa Ialongo: vero e proprio fil rouge che ha collegato e guidato i relatori del Workshop.
Particolarmente significativi, gli interventi di quei rappresentanti del mondo imprenditoriale - anche a livello istituzionale - che hanno ben testimoniato la grande attenzione riservata al mondo delle start  up ed alla loro evoluzione.
Tutti hanno posto l'accento sul valore imprescindibile dell'innovazione, e come questa susciti la concomitante sinergia data dall'incontro di competenza, collaborazione e cooperazione, trovando compiuto coagulo nel lavoro di squadra, in quell'operare in team che è il teatro ideale in cui le idee, i progetti, i programmi, vedono la loro più felice realizzazione.
Pur se con accenti diversi, improntati al sostegno che le diverse Nazioni offrono alle start up e quindi all'innovazione, tutti i relatori hanno saputo trasmettere entusiasmo, concretezza e sostegno anche toccando il delicato ma essenziale tema della ricerca di fondi: dalla Prof.ssa Barbara Antonucci all'Arch. Hassane Assi (Pres. Associazione Amici del Libano in Italia), alla Dott.ssa Liliane de Quieroz Antonio (Consigliera del Cons. dei Cittadini Brasiliani del Consolato Gen.le del Brasile a Roma), al Dott. Andrea Dal Piaz (Responsabile della piattaforma Dock-3, the startup lab), al Dott. Valentino Giuliani (Resp. Blue Growth-Economia del Mare, di Lazio Innova), alla Dott.ssa Emilia Cozzolino (Tutor di Spazio Attivo, Roma), alla Dott.ssa Grazia Marino  e al Dott. Antonio Falanga (rispettivamente CEO e Fashion Producer di Spazio Margutta), al Dott. Roberto Magnifico (Partner e Board Member di LVenture Group), per concludere con le interviste della Dott.ssa Ialongo al Prof. Fulvio Giannetti (Founder e CEO di Lybra.tech), al Dott. Antonio Calia (Founder e CEO di Manet), al Dott. Valerio Rossi (Founder e CEO di Monugram), all'Arch. Gloria Arditi (Socio fondatore e membro del Cons. Direttivo di LoveItaly). In chiusura, giusto epilogo e tributo agli eccellenti Padroni di Casa, è intervenuto il Dott. Marcelo Rebanda (Direttore per l'Italia di Turismo de Portugal) che ha messo in risalto gli sforzi del Suo Paese nel superare la pregressa crisi, innovando e diventando una Nazione leader nel turismo e nell'accoglienza di quanti - sempre più numerosi - visitano il Portogallo, innamorandosene e scoprendone le bellezze.
Chi ascoltava con attenzione i diversi interventi, specie durante le interviste, è rimasto colpito dall'entusiasmo, dalla giovanile esuberanza e dalla maturità espressa dai protagonisti di queste nuove realtà, accomunati dalla capacità di saper interpretare con intelligenza vivace il momento che le diverse realtà della Società affrontano e vivono. La luce nei loro occhi, la capacità espressiva, la fluente conoscenza delle lingue  e delle tecniche, sono state la cartina do tornasole di un Workshop dagli elevati e significativi contenuti.  
Al termine, dopo i ringraziamenti ai relatori ed agli intervenuti, i rinnovati saluti del Magnifico Rettore Monsignor Agostinho da Costa Borges, del Prof. Francisco de Almeida Dias e della Dott.ssa Fiorella Ialongo che, insieme a tutti gli intervenuti, hanno dato vita ad un momento di networking per proseguire informalmente lo scambio di idee e progettualità. Infine si sono alzati i calici in un bene augurale e apprezzato brindisi con un vin d'honneur  proposto dalla MM Scavia Winery Group, utile a sottolineare l'eccellenza vitivinicola italiana e la sua capacità innovativa attraverso prodotti caratterizzati dal gusto inconfondibile e morbido di vini rari per i loro profumi e la loro struttura, ricchi di quel sapiente amore per la Terra saputo trasfondere in decenni e decenni di esperienza. Il brindisi è stato sostenuto dalla degustazione dei salumi dell'Azienda Agricola artigiana Savigni

Roma, 1° Giugno 2019
Giuseppe Bellantonio 


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domenica 5 maggio 2019

A BIASCA, ACCORDI DI...VINI.

Nel bel territorio della Confederazione Elvetica, a Biasca - prossima a Bellinzona ed a circa mezzora di auto da Lugano, dalla quale dista soli 45 Km. - vi è l' HOTEL DELLA POSTA, molto vicino alla locale Stazione Ferroviaria. 
Il luogo è di per sè molto bello, l'aria è pulita e fresca grazie alla possente presenza di massicci montuosi anche innevati, che si susseguono solenni fino al Passo del Gottardo.
Aria ben ossigenata, una deliziosa frescura primaverile, fanno da cornice alle non poche qualità dell'HOTEL DELLA POSTA: accoglienza cordiale e curata, piena disponibilità, e una cucina eccellente  - di gusto tipicamente italiano - che, grazie alle eccellenti doti di cuoca della Signora Gina - per i buongustai che frequentano il ristorante, Madame Ginette - affascina più di qualunque bel paesaggio.
Ad accogliere ospiti e amici è soprattutto il Sig. Antonio Nuzzo, capace di mettere tutti a proprio agio con un sorriso, una stretta di mano e una battuta cordiale, che segue personalmente ogni ospite, ogni tavolo, del capiente e gradevole ristorante; in grado di ospitare eventi e cerimonie.
Proprio uno di questi eventi qui segnaliamo, a vantaggio dei nostri Amici Lettori, certamente buongustai, che ci seguono dal Ticino, dalla Lombardia e dal Piemonte: in sintesi, prossimi al confine italo-elvetico.
Il 10 Maggio alle 19,30 avrà luogo una Cena nel corso della quale gli ospiti, accompagnati dal suono di musica soft, potranno accompagnare le invitanti e gustose proposte di M.me Ginette, degustando i vini raffinati proposti dalla MM SCAVIA WINERY : sempre più diffusi a livello mondiale, e sempre più apprezzati per il curatissimo e professionale processo di vinificazione, lavorazione e invecchiamento, alla base della loro indiscussa eccellenza. 
  I nostri Lettori, lì potranno esaltare le proprie papille gustative con il classico ed elegante 1909 - Barbera del Piemonte -;  con lo strutturato e ben bilanciato Nero d'Avola/Syrah  'Duca d'Atene'; con il 1949 - rosso di Troìa - dall'intenso color rubino, asciutto e intenso -; con il 1968 - Negroamaro/Primitivo, rosso intenso, con nouances di spezie e ciliegie, strutturato e secco -; con il 'Vita' - Negroamaro/Cabernet, carico di un rosso dal retrogusto delicatamente vanigliato -; con il 1959 - Primitivo, dalle delicate note di albicocca e vaniglia, elegante e asciutto -; con il 'Dragonero' - Negroamaro/Merlot - intenso, delicatamente profumato da note speziate e di frutti di bosco -; con il dinamico 'Fra' Diavolo' - Primitivo, dal profumo etereo e speziato -; con il 'Sire' - Nero d'Avola, rosso rubino, dai profumi di frutta rossa, melograno e vaniglia -, e tante altre proposte d'eccellenza tra cui il 'Salentum' (Negroamaro/Primitivo), l' 'Infinito - 1967' (Negroamaro), l'ottimo Barbera 1944, non dimenticando il 1993 - bianco da uve di Pinot Nero, dal tenue colore paglierino e dal sapore intenso ed equilibrato delicatamente profumato di crosta di pane -  ... e non solo! 
Vini da degustare, ottimi per gli amanti di proposte al di fuori della 'normalità', accompagnati da ottimo cibo, e tanta musica... che accompagnerà tutte le note profonde e voluttuose di questi Vini d'Autore... un'allegra sinfonia del buongusto,  di note... dove ogni accordo é sapientemente DI..VINO !                                                                                                                

Roma, 3 Maggio 2019 | Giuseppe B.

Si consiglia la prenotazione... per non restare 'digiuni ed a bocca asciutta'
HOTEL DELLA POSTA - Via Bellinzona, 8   CH-6710 BIASCA
tell: +41918621513  +41791318606 
e-mail: hoteldellaposta@hotmail.com 
web site: www.hoteldellaposta.ch  
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sabato 4 maggio 2019

PAPA FRANCESCO VISITA LA BULGARIA


Dagli Amici dell'ASSOCIAZIONE ARTEMIDIA e BIENNALE ARTEMIDIA, brillantemente presiedute dalla Illustre Presidente ANNA MARIA PETROVA GHIUSELEV - conosciuta, affermata e apprezzata giornalista e producer italo-bulgarariceviamo e volentieri diffondiamo il seguente Comunicato-stampa:

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Cari colleghi!

In occasione della imminente visita di Papa Francesco in Bulgaria vi inoltriamo la poesia a lui dedicata di una artista, giornalista e poeta italo-bulgara, 
Lei che ha nel cuore tutte e due le sue Patrie ha espresso la forte volontà di far avere al Papa la sua dedica in questo momento difficile per tutto il Mondo e per la Bulgaria.
La poesia fa parte della silloge italiana dell'autrice uscita nel 2015 in Italia con la Bertoni Edizioni di Perugia, 
mentre la traduzione bulgara sarà inclusa nella nuova silloge che dovrebbe uscire di stampa in Bulgaria a settembre 2019.
Auguriamo un buon viaggio e buona riuscita della visita Papale in Bulgaria! E siamo con lui!
La poesia è bilingue ed è allegata in due formati. 
Vi auguriamo buon lavoro e ringraziamo in anticipo in caso questa informazione potesse trovare spazio nei vostri reportage!
Cordialmente!

Staff Artemidia e Biennale Artemidia
Boris Iliev
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A Papa Francesco!


Oh, Argentina!
Terra della mia gioia e spensieratezza.
Terra promessa, terra sognata e sofferta dai miei avi.
Argentina, terra di sentimenti forti,
di fiduccia, di passioni e di grandi delusioni...
Terra di salvezza e progetto di nuova vita.
Oh, Argentina,
che mi hai reso felice e quasi nata sulla Luna!

Ci hai mandato qui oggi il nostro Padre,
quello di tutti, lui che aspettavamo.
Quello fiero e degno delle nostre speranze e sofferenze.
Lui è arrivato!
Dal Paese di un grande popolo
che unisce tutti ora intorno a lui.
Paese di un popolo altero che abbraccia
il secolo intero di terra ferita dagli uomini.
E' lui,
il nostro Pastore è arrivato da noi appena in tempo,
prima che annegassimo nella nostra mediocrità ...
Non è ancora troppo tardi, no.
Dobbiamo essere degni di lui.
Benvenuto, salvaci e resta con noi, Padre!
Tu, il nostro Papa Francesco!

Anna Maria Petrova-Ghiuselev
giornalista & producer italo-bulgara
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domenica 3 marzo 2019

DIRITTI UMANI




DA 70 ANNI I DIRITTI UMANI SONO UN VALORE CERTO E RICONOSCIUTO.

Il tema trattato con enfasi e partecipazione in questi giorni, è incentrato sui DIRITTI UMANI e, in stretta correlazione, sui DIRITTI DA DIFENDERE e sui DIRITTI DA CONQUISTARE.  Un focus certamente molto importante, che consentirà di farne il punto sullo stato attuale delle cose nel Mondo – in generale – ed in Italia – in particolare -: anche perché non tutto è pacifico e scontato, come potrebbe apparire.                                                                           Sicuramente, esaurire un tema così rilevante non dando un giusto e ampio spazio, è praticamente impossibile: inoltre, farlo sbrigativamente, equivarrebbe a sminuirne la portata, persino opacizzandone i contenuti più profondi.  Mi limiterò quindi ad alcune considerazioni, che seguono il fil rouge dei miei personali ragionamenti.                                                                                Esiste, in quanto anche formalmente riconosciuto in amplissime aree del Mondo, quello che è stato definito il DIRITTO ALLA VITA: diritto che, a ben vedere, segna il punto di partenza ‘certo’, in quanto SE NON ESISTIAMO, SE NON VENIAMO AL MONDO, SE QUALCUNO CI IMPEDISCE DI NASCERE ANCHE SE GIA’ CONCEPITI, il DIRITTO ALLA VITA viene completamente escluso, annullato. Da riflettere poi sul fatto che questo DIRITTO ALLA VITA quasi mai può essere espresso o esplicitato da soggetti sensienti. E questo, anche nel caso in cui QUALCUNO POSSA AFFRETTARE LA NOSTRA MORTE, la nostra FINE di Esseri Umani, per farci diventare un numero, un caso, un elemento statistico, una ‘situazione’, una ‘cosa’ e persino uno ‘strumento’ ovviamente privo di ogni personalità, di ogni soggettività, ormai lontana da ogni realtà terrena.  Al DIRITTO ALLA VITA, fanno da corollario una gran quantità di tematiche: non ultime quelle legate alla NASCITA, se si tiene pragmaticamente presente che NASCIAMO NON PER NOSTRA VOLONTA’ ma quale frutto di un atto d’Amore, come pure in modo ‘incidentale’ e quindi ‘casuale’ (anche se qualcuno potrebbe aggiungere “ma non per caso” …: ma questo è tutt’altro filone!). Come potrete ben capire, la tematica è già di per sé imponente, e le sfaccettature molteplici e concatenate: ma è un dato che la realtà dei fatti non possa essere ignorata.                                                  
Quindi, NASCIAMO – con una certa qual tutela, attraverso il DIRITTO ALLA VITA –, e proprio attraverso questi primi elementi di base, si innestano i DIRITTI ed i DOVERI in capo alle singole Persone, ed estensivamente in capo alla Società ossia al Consorzio Umano: a questo punto, dobbiamo chiederci se e da dove essi possano trarre origine nella loro sostanza e se e quanto essi possano essere ritenuti prioritari, fondanti.                                                                                                      Credo che, prima ancora di affrontare il tema occorra soffermarsi sul vero concetto-cardine, ossia quello della LIBERTA’. Un presidio insostituibile, ritengo, senza il quale sarebbe inutile andare avanti.                                                 
Vi si sono soffermati scrittori, poeti, teologi, letterati, storici, filosofi e tutti coloro che - pur attraverso ragionamenti diversi – ne hanno esaminato minuziosamente ogni aspetto. Da Aristotele a Seneca, da Bernardo di Chiaravalle a Dante Alighieri, da Sant’Agostino a Giovanni Calvino, a Leibniz, a Hegel, a Sartre, a Pasolini, a Libet, ai tantissimi altri similmente impegnati.                                              Per parlare di DOVERI e di DIRITTI – io, essere umano ‘senziente’ ed in grado di intelligere - devo possedere prim’ancora di un requisito essenziale: la LIBERTA’.
Se non sono un UOMO LIBERO, come potrò teorizzare o formulare soluzioni o esprimere critiche? E ancora, se non sono LIBERO, come potrò immedesimarmi in concetti ancor più ampi quali quelli dei DOVERI e dei DIRITTI che possano riferirsi anche ad altri.                                                                              
La LIBERTA’ nasce quindi prima di tutto, indipendentemente se ad avvalersene siano ceti diversi con condizioni economiche e sociali diverse in contesti e con scolarità diversa… la LIBERTA’ come requisito indispensabile, attraverso il cui esercizio poter giungere ad avvalersi di altri principii, quali la DEMOCRAZIA, l’AUTODERMINAZIONE, la LIBERTA’ DI ASSOCIARSI, di PARLARE, di SCRIVERE, di ESPRIMERE LE PROPRIE OPINIONI… ma anche la LIBERTA’ di poter DISSENTIRE, di poter DECIDERE, di POTER SCEGLIERE… fino a giungere alla più sottile quanto corposa LIBERTA’ DI PENSIERO cui fa da contrappunto la LIBERTA’ DI POTER DETERMINARE, ESSERE PADRONI DELLE PROPIE SCELTE,  DECIDERE PER SE STESSI ma anche INFLUENZARE LE ALTRUI VALUTAZIONI, DECISIONI e SCELTE… e cui fa da enorme, immenso contraltare teologico, filosofico e sociale l’enorme concettualità legata al LIBERO ARBITRIO.              
Se non so o non posso fruire della mia LIBERTA’, come potrò esercitare – ad esempio - una virtuosa TOLLERANZA, comprendendone l’elasticità dei limiti e degli ambiti?… e tanto altro ancora.                                                                                                                                          
Una disamina del tutto sommaria e fin troppo rapida in questa sede, ma che giova a dare un’idea di quanto possa essere arduo parlare di temi importanti nell’odierna società – ossia quello dei DOVERI e quello dei DIRITTI – senza aver prima la giusta CONSAPEVOLEZZA di altre e non meno importanti questioni.     Peraltro, parliamo sempre di DIRITTI che non possono sussistere se non vi corrispondano dei DOVERI, e viceversa… un po' come il RISPETTO, poiché se non si rispetta non si può pretendere di essere rispettati… concetti concatenati intimamente, in un DUALISMO straordinario e onnipresente, al pari del BIANCO e del NERO, del BENE e del MALE, della stessa matematica, della musica, dell’ARMONIA che deve trionfare a livello UNIVERSALE.            Certamente, i DOVERI, gli OBBLIGHI, sorgono in molti casi come un contraltare naturale ai DIRITTI: così come le LEGGI nascono dall'esigenza di dare e trovare soluzioni e disciplina a tutto ciò che possa ledere i DIRITTI, tanto individuali che collettivi.                                                                                                
 Il Mondo è percorso dai fremiti dell’incertezza, della rabbia, del disordine, della violenza, della guerra, dell’abuso e del sopruso… in tutto ciò l’Uomo deve cercare di non farsi travolgere, di non perdere o negoziare la propria DIGNITÀ, la propria ONESTA’, la propria CONSAPEVOLEZZA, la stessa propria LIBERTÀ, non cedendo al canto di quelle sirene che lo possano invogliare a dismettere i propri VALORI RADICATI ed i propri nobili PRINCIPI per sostituirli con NUOVI E DIVERSI VALORI, NUOVI E DIVERSI PRINCIPI, forse più alla moda – più che altro  ammiccanti in quanto legati all'evolversi dei tempi – ma di consistenza ben diversa.           
Che, tra tutti i vantaggi che forse potrebbero possedere, hanno l’enorme svantaggio di abbattere quelle quattro colonne entro le quali, dai tempi, abbiamo costruito il nostro personale ‘recinto sacro’ ossia, le nostre REGOLE

15 Dicembre 2018

Giuseppe Bellantonio

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sabato 15 dicembre 2018

1948-2018: DA 70 ANNI I DIRITTI UMANI SONO UN VALORE CERTO E RICONOSCIUTO.



Il tema trattato con enfasi e partecipazione in questi giorni, è incentrato sui DIRITTI UMANI e, in stretta correlazione, sui DIRITTI DA DIFENDERE e sui DIRITTI DA CONQUISTARE.  Un focus certamente molto importante, che consentirà di farne il punto sullo stato attuale delle cose nel Mondo – in generale – ed in Italia – in particolare -: anche perché non tutto è pacifico e scontato, come potrebbe apparire.                                                                           Sicuramente, esaurire un tema così rilevante non dando un giusto e ampio spazio, è praticamente impossibile: inoltre, farlo sbrigativamente, equivarrebbe a sminuirne la portata, persino opacizzandone i contenuti più profondi.  Mi limiterò quindi ad alcune considerazioni, che seguono il fil rouge dei miei personali ragionamenti.                                                                                     Esiste, in quanto anche formalmente riconosciuto in amplissime aree del Mondo, quello che è stato definito il DIRITTO ALLA VITA: diritto che, a ben vedere, segna il punto di partenza ‘certo’, in quanto SE NON ESISTIAMO, SE NON VENIAMO AL MONDO, SE QUALCUNO CI IMPEDISCE DI NASCERE ANCHE SE GIA’ CONCEPITI, il DIRITTO ALLA VITA viene completamente escluso, annullato. Da riflettere poi sul fatto che questo DIRITTO ALLA VITA quasi mai può essere espresso o esplicitato da soggetti sensienti. E questo, anche nel caso in cui QUALCUNO POSSA AFFRETTARE LA NOSTRA MORTE, la nostra FINE di Esseri Umani, per farci diventare un numero, un caso, un elemento statistico, una ‘situazione’, una ‘cosa’ e persino uno ‘strumento’ ovviamente privo di ogni personalità, di ogni soggettività, ormai lontana da ogni realtà terrena.  Al DIRITTO ALLA VITA, fanno da corollario una gran quantità di tematiche: non ultime quelle legate alla NASCITA, se si tiene pragmaticamente presente che NASCIAMO NON PER NOSTRA VOLONTA’ ma quale frutto di un atto d’Amore, come pure in modo ‘incidentale’ e quindi ‘casuale’ (anche se qualcuno potrebbe aggiungere “ma non per caso” …: ma questo è tutt’altro filone!). Come potrete ben capire, la tematica è già di per sé imponente, e le sfaccettature molteplici e concatenate: ma è un dato che la realtà dei fatti non possa essere ignorata.                                                                                          Quindi, NASCIAMO – con una certa qual tutela, attraverso il DIRITTO ALLA VITA –, e proprio attraverso questi primi elementi di base, si innestano i DIRITTI ed i DOVERI in capo alle singole Persone, ed estensivamente in capo alla Società ossia al Consorzio Umano: a questo punto, dobbiamo chiederci se e da dove essi possano trarre origine nella loro sostanza e se e quanto essi possano essere ritenutiprioritari,fondanti.                                                                                        Credo che, prima ancora di affrontare il tema occorra soffermarsi sul vero concetto-cardine, ossia quello della LIBERTA’. Un presidio insostituibile, ritengo, senza il quale sarebbe inutile andare avanti.                                                                    Vi si sono soffermati scrittori, poeti, teologi, letterati, storici, filosofi e tutti coloro che - pur attraverso ragionamenti diversi – ne hanno esaminato minuziosamente ogni aspetto. Da Aristotele a Seneca, da Bernardo di Chiaravalle a Dante Alighieri, da Sant’Agostino a Giovanni Calvino, a Leibniz, a Hegel, a Sartre, a Pasolini, a Libet, ai tantissimi altri similmente impegnati.                                              Per parlare di DOVERI e di DIRITTI – io, essere umano ‘senziente’ ed in grado di intelligere - devo possedere prim’ancora di un requisito essenziale: la LIBERTA’.
Se non sono un UOMO LIBERO, come potrò teorizzare o formulare soluzioni o esprimere critiche? E ancora, se non sono LIBERO, come potrò immedesimarmi in concetti ancor più ampi quali quelli dei DOVERI e dei DIRITTI che possano riferirsi anche ad altri.                                                                                          La LIBERTA’ nasce quindi prima di tutto, indipendentemente se ad avvalersene siano ceti diversi con condizioni economiche e sociali diverse in contesti e con scolarità diversa… la LIBERTA’ come requisito indispensabile, attraverso il cui esercizio poter giungere ad avvalersi di altri principii, quali la DEMOCRAZIA, l’AUTODERMINAZIONE, la LIBERTA’ DI ASSOCIARSI, di PARLARE, di SCRIVERE, di ESPRIMERE LE PROPRIE OPINIONI… ma anche la LIBERTA’ di poter DISSENTIRE, di poter DECIDERE, di POTER SCEGLIERE… fino a giungere alla più sottile quanto corposa LIBERTA’ DI PENSIERO cui fa da contrappunto la LIBERTA’ DI POTER DETERMINARE, ESSERE PADRONI DELLE PROPIE SCELTE,  DECIDERE PER SE STESSI ma anche INFLUENZARE LE ALTRUI VALUTAZIONI, DECISIONI e SCELTE… e cui fa da enorme, immenso contraltare teologico, filosofico e sociale l’enorme concettualità legata al LIBERO ARBITRIO.              Se non so o non posso fruire della mia LIBERTA’, come potrò esercitare – ad esempio - una virtuosa TOLLERANZA, comprendendone l’elasticità dei limiti e degli ambiti?… e tanto altro ancora.                                                                                                                                                      Una disamina del tutto sommaria e fin troppo rapida in questa sede, ma che giova a dare un’idea di quanto possa essere arduo parlare di temi importanti nell’odierna società – ossia quello dei DOVERI e quello dei DIRITTI – senza aver prima la giusta CONSAPEVOLEZZA di altre e non meno importanti questioni.     Peraltro, parliamo sempre di DIRITTI che non possono sussistere se non vi corrispondano dei DOVERI, e viceversa… un po' come il RISPETTO, poiché se non si rispetta non si può pretendere di essere rispettati… concetti concatenati intimamente, in un DUALISMO straordinario e onnipresente, al pari del BIANCO e del NERO, del BENE e del MALE, della stessa matematica, della musica, dell’ARMONIA che deve trionfare a livello UNIVERSALE.                Certamente, i DOVERI, gli OBBLIGHI, sorgono in molti casi come un contraltare naturale ai DIRITTI: così come le LEGGI nascono dall’esigenza di dare e trovare soluzioni e disciplina a tutto ciò che possa ledere i DIRITTI, tanto individuali che collettivi.                                                                                                                              Il Mondo è percorso dai fremiti dell’incertezza, della rabbia, del disordine, della violenza, della guerra, dell’abuso e del sopruso… in tutto ciò l’Uomo deve cercare di non farsi travolgere, di non perdere o negoziare la propria DIGNITA’, la propria ONESTA’, la propria CONSAPEVOLEZZA, la stessa propria LIBERTA’, non cedendo al canto di quelle sirene che lo possano invogliare a dismettere i propri VALORI RADICATI ed i propri nobili PRINCIPII per sostituirli con NUOVI E DIVERSI VALORI, NUOVI E DIVERSI PRINCIPII, forse più alla moda – più che altro  ammiccanti in quanto legati all’evolversi dei tempi – ma di consistenza ben diversa.           Che, tra tutti i vantaggi che forse potrebbero possedere, hanno l’enorme svantaggio di abbattere quelle quattro colonne entro le quali, dai tempi, abbiamo costruito il nostro personale ‘recinto sacro’ ossia, le nostre REGOLE.        

                                                          Giuseppe Bellantonio


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