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domenica 12 luglio 2015

IO STO CON LEONIDA...


... che alle Termopili - nel 480 a.C. - era a capo di una contingente greco di circa 5500 armati, resistette a carissimo prezzo alla enorme pressione sviluppata dalla grande armata guidata dal re persiano Serse, consentendo così ad Atene di potersi meglio difendere e respingere quindi l'invasore.

          Ecco, i Greci hanno recentemente compiuto una serie di atti che ricordano - per coraggio, dignità e senso della Patria - quello di Leonida: solo che, contrariamente a questi, i moderni cittadini dell'Ellade non hanno avuto alleati nelle fila di quel contesto di cui erano pur membri.

           Gli appoggi, a tempo scaduto, sono frutto di una intesa USA-Francia, entrambe preoccupate dal degenerare di una situazione che avrebbe potuto e dovuto essere risolta diversamente, e da tempo.

           Gli USA, partner significativi nell'ambito della NATO, temono che un cedimento della complessiva tenuta greca possa non solo aprire inediti scenari di partnership tanto con la Russia che con la Cina. ma anche una eccessiva flessione nella consistenza (per tagli ai relativi bilanci) dell'esercito greco tale da poter fare ipotizzare possibili ripercussioni sul confine con la Turchia. La Francia - che pure è riuscita, unica, a sforare il tetto massimo del deficit programmato in area UE - sostiene ora con più forza la Grecia, per così difendere se stessa; ma anche per aderire alle sollecitazioni di Washington per aiutare la Grecia in questo delicatissimo momento.

             Delicatissimo per tutti... Ma non per Berlino che, apparentemente, pensa solo a parlare di 'rigore' nulla cedendo a quelle critiche che si fanno sempre più aperte e cocenti nei suoi confronti.

            La Germania... Ma la Germania in quale misura esprime lo spirito europeista dei Padri Fondatori?
             La più parte degli osservatori ormai concorda che l'odierna Unione Europea poco ha a che vedere con l'antico spirito di questi Grandi.
             E la critica più aperta, dapprima a malapena confessata, poi affermata con sempre più marcata energia, è che la Germania - utilizzando soprattutto la leva economica-finanziaria, ma anche una leva politica costante quanto poco appariscente - bada solo ai suoi affari: gli affari e l'economia di una Nazione cui sono stati di fatto sottoposti - o sottomessi - gli altri Stati.
            Oltre lo scatto d'orgoglio della Grecia, Berlino in primis ha subìto l'onta del fallimento della politica imposta in ambito comunitario nei confronti dell'ormai incontrollata immigrazione di massa in atto sulle direttrici sud-nord e est-ovest: Budapest,  ha deciso di costruire una barriera che faccia cessare la massiccia immigrazione clandestina (in nome del mantenimento della propria identità nazionale), a Calais si assiste all'assalto dei tir per poter passare dalla Francia all'Inghilterra, in Italia è sotto gli occhi di tutti - ma non di chi ci governa - lo scempio delle città diventate bivacchi e dormitori all'aperto nel nome di un erroneo concetto di 'accoglienza' e di 'solidarietà' (concetti pienamente condivisibili sotto l'aspetto religioso, ma non sotto quello sociale: che, in quanto tale, deve tenere conto di tutti i fattori e di tutte le priorità della societas e della polis). Quante pacche sulle spalle ci hanno dato: 'bravi', ci hanno detto tante volte, 'generosi' è la qualità riconosciutaci.   
            Ma stiamo pagando a caro prezzo tutto ciò.
            Ma allora: non sarebbe più 'normale' cambiare la graduatoria di questa nostra 'solidarietà', di questa nostra 'accoglienza'?
            Per primi dovremmo aiutare i nostri concittadini italiani 'realmente' poveri, poi quelli più indigenti, quelli rimasti senza lavoro, quelli che cercano lavoro; esaurito ciò possiamo pensare anche a spezzare quel che resta del nostro pane con i famosi 'migranti'. 
             Che tali non sono.
             Sono 'migranti' quei gruppi, anche di diversa specie,   che partono da un luogo per migrare in altro luogo per poi tornare - anche periodicamente - nel primo luogo di partenza.
             Gli altri, nella migliore della ipotesi, sono emigranti: che pochissimo o nulla si lasciano alle spalle, se non le radici della loro terra natia; radici alle quali chi vuol veramente aiutare deve fare di tutto per far restare collegati a costoro, senza invogliarli ad affrontare altre incognite enormi: per loro stessi e per chi i accoglie.
            Ecco, allora: visto che siamo tutti 'Cittadini dell'Europa Unita' (sic!) dovremmo pensare ai nostro confratelli europei in difficoltà, o no?
            Se la Grecia sta affrontando una prova durissima, se il Popolo greco è realmente (ossia, al di là del panorama a tinte fosche che ne dipinge la stampa (manovrata?) allo stremo, perché non aiutarlo con generi di prima necessità e medicine: c'è e qual è la differenza tra uno dei tanti terremoti che hanno colpito disastrosamente l'Ellade e questo terremoto finanziario-economico?
            Se differenza c'è è solo nell'origine del disastro (ma non sugli effetti): in un caso è effetto della Natura, nell'altro dell'uomo; con l'aggravante che, nel secondo caso, altri piccoli uomini continuano a scuotere le fondamenta greche, cercando di non permettere ai Greci neanche di rialzarsi e riprendere l'equilibrio.
            La tecnica è sempre quella, adottata dagli scenari bellici: quella del 'secondo colpo'; il primo tramortisce, il secondo annichilisce (se non uccide).
            Quello che sta avvenendo non ci è del tutto sconosciuto: in Italia, valenti Magistrati e Forze dell'Ordine fronteggiano quotidianamente i fenomeni dell'estorsione e dell'usura, con tutte le loro implicazioni; ecco, ci vorrebbe il loro piglio per valutare se quello che sta subendo la Grecia (e che domani potrebbe colpire noi... o qualche altro Stato della UE) possa essere assimilabile a quelle fattispeci di reato.
            L'Italia subisce pesantissime perdite per le mancate esportazioni in Russia (sotto embargo... ma questa è un'altra storia), il nostro premier dice qualcosa di improntato alla mediazione politica e 'toc' parte la bacchettata di Obama: ma ecco che 'tac' la fatina germanica colpisce tutti di sorpresa stipulando un vantaggiosissimo accordo con la Russia.     Alla faccia delle sanzioni e dell'embargo (che vale però per tutti...meno che per Berlino)!
             Guarda caso, contemporaneamente, la russa Gazprom disdetta l'intesa con la nostra Saipem proprio mentre la prima piattaforma italiana si sta posizionando per iniziare le prospezioni in acque russe...  Lavoro perso, guadagni persi, per noi Italiani: guarda caso, quasi in contemporanea con il vantaggioso affare tedesco: possiamo dire o no, filosoficamente, che ciò sia da attribuire ai 'casi delle vita'?
              Non ho però sentito le strida di una qualche governante per questo scandaloso agire! Tutti sotto anestesia german-europeista?
             Questo episodio sembra proprio parente dell'altra scandalosa decisione comunitaria, più anti-italiana che altro: si potrà fare il formaggio...senza latte, bensì utilizzando la polvere di latte.   Che non è la stessa cosa.
              A me, uomo della strada, tutto sembra irreale: come se una mano invisibile ci schiacciasse da dietro la nuca, per impedirci di risollevarci.
             L'ultima novità è che, nel pacchetto per poter 'benedire' da Berlino l'aiuto in extremis alla Grecia, potrebbe entrare la concessione da parte di Atene di una vasta area portuale - gestita esclusivamente da Berlino, come fosse una sorta di enclave -, da utilizzare come fanno Russia e Cina con le loro due analoghe strutture portuali.
              Se mai ve ne fosse bisogno, conferme dell'agire tedesco: esistiamo solo noi, e gli altri si devono adeguare; e chi non è con noi, è contro di noi.
              Un elemento gravissimo, che - andando indietro nel tempo - risale all'esplodere della bolla speculativa USA con il dramma-truffa di mutui e c.d. 'derivati', è che non è stato adottato alcun meccanismo borsistico per bloccare sul nascere quella speculazione che si scatena in situazioni similari.
              Chi ha dato un eccellente esempio all'Occidente evoluto e capitalista? Pechino! I governanti cinesi hanno dimostrato in poche mosse non solo la loro capacità ma anche che - volendo - si può arginare la speculazione che si muove attraverso il sistema delle Borse.
              Ecco, parafrasando le recentissime (e per molti, scomodissime) parole di Papa Francesco, è la speculazione che emana quel tanfo greve che viene dallo sterco del Diavolo!

Roma, 11 Luglio 2015                                      Giuseppe Bellantonio


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sabato 4 luglio 2015

CONTINUO AD ESSERE GRECO

A poche ore da quel referendum che riguarderà il pronunciamento dei Greci su un 'inutile' quesito (quello, superato, sulle misure sollecitate da Bruxelles e ormai scadute), e su un altro più utile quesito (un test sullo stati d'animo di un Popolo, quindi sul loro livello di sopportazione), personalmente continuo a sentirmi ancora più a fianco dei Greci.
Quindi, continuo ad 'essere greco': riprendendo così un termine coniato all'indomani della strage in Francia, presso il periodico Charlie Hebdo.
Una certa Europa, che identifico in quelle stesse componenti che fecero dell'Italia un banco di prova di pressioni e indebite ingerenze, nonché di Governi con rappresentanti non nominati dal Popolo, mira ad ottenere un pronunciamento che - letto come una volontà (?) di restare nell'Europa dell'Euro -  metta fuori gioco Tsipras e la sua squadra, aprendo la strada ad un Governo assoggettato a Bruxelles e docile ai diktat di Berlino.
Un'altra Europa, temebonda e vile come il Don Abbondio di manzoniana memoria, in cuor suo vorrebbe poter imitare ed affiancare Tsipras; ma non ne ha la forza, poiché non è il coraggio a dominare in certe Cancellerie.
E se qualche volta questa seconda tipologia ha provato a sostenere - in modo quasi spavaldo, all'insegna di quel cerchiobottismo mai morto  - una qualche tesi greca, ovvero una posizione meno intransigente a livello europeo (anche riferita alla questione Ucraina), da Bruxelles o dagli USA (per quegli accordi maturati in sede di G8) arrivava la bacchettata e la messa in riga di 'discoli' e 'linguacciuti'.
Questo a ricordare che ormai la parola 'sovranità nazionale' è relegata in un angolino buio ed angusto...
Tutto questo gioco di concertazioni ed orchestrazioni a più voci, alimentata da quei mezzi di comunicazione che aiutano a propalare poca informazione ma tante paure e timori, durerà ancora poco per poi riprendere con altra melodia presa sempre dallo stesso spartito: la cui musica è suonata altrove e le cui note sono pennellate dalla finanza internazionale (ossia, da chi ha in mano le decisioni di banche e speculatori).
Se i Greci votassero con una maggioranza tutto sommato pro-Europa (e, inevitabilmente, pro-Euro), questo verrebbe trionfalmente letto come la fine di un lungo bluff condotto da Tsipras e annullato dalla paura dei suoi connazionali: ma questo vorrebbe solo dire che, in cambio di qualche pomposa concessione da parte della UE e del FMI, sui Greci si abbatterà la mannaia di riforme durissime, fatte adottare con lo stile dello schiacciasassi.
Diversamente, una prova di orgoglio, ancorché di misura, lascerebbe invariati molti quesiti: ma potrebbe essere Tsipras - in questo caso, di fatto riconfermato alla guida della Grecia - a rendere la pariglia a Berlino, formulando una serie secca di proposte tanto al FMI che a Bruxelles.   Del tipo: ora tocca a voi, se volete che restiamo, certamente non a queste condizioni bensì a quest'altre.
E le altre condizioni dovrebbero essere non all'insegna di denaro che arriva per pagare rate di debito insolute, creando solo altri debiti e così postergandoli.
Questa volta la Grecia deve dire: denaro per affrontare anche delle riforme (non giugulatorie) nel tempo, ma soprattutto per creare investimenti e lavoro.
Solo in questo caso l'Europa potrebbe richiedere di poter verificare costantemente l'effettività degli investimenti.
Diversamente...
... già, diversamente: ma sullo scacchiere la questione è sempre più articolata, con quella parte di Ucraina con governo filo-occidentale, che all'indomani degli incontri di Putin dapprima con Tsipras e poi con altri leader occidentali, ha richiesto la fornitura di 'armi pesanti' per contrastare i 'separatisti filo russi'.
Si è chiesto l'occidente quale risultato darebbe oggi un referendum 'reale' fatto in questa parte di Ucraina 'liberata'? Credo che il risultato non sarebbe così scontato: visto soprattutto che le condizioni del popolo non sono affatto migliorate dopo 'la grande svolta' verso Ovest.
L'Occidente farebbe bene ad interrogarsi e correre ai ripari per chiarire ruoli e posizioni, eliminando inutili e dispendiose conflittualità, utili non al trionfo della 'libertà' e della 'democrazia' ma solo a smaltire surplus produttivi di armi. 
Meglio indirizzare ogni risorsa, di tipo economico ma anche di uomini e mezzi, per contrastare il terrorismo in ogni sua forma e per tagliare i rami che portano linfa a questa causa.
E per ottenere risultati, occorre unire le forze: di tutti, con tutti.
E credo che non ci sia rimasto molto tempo per operare.
In questo giorno dedicato nel più grande dei Paesi di Occidente - gli Stati Uniti d'America - a ricordare solennemente la propria Indipendenza, proprio da qui potrebbe venire un segnale forte e  univoco, letto da tutto il Mondo come un grido di insofferenza verso tutto ciò che è guerra, chiedendo a gran voce la collaborazione di tutti per pervenire ad una Pace equa, equilibrata e duratura.
D'altronde questa è una vecchia regola: depotenziare i conflitti è l'unica via verso la Pace.   Diversamente, si alimenta solo la guerra.
E questo vale anche per la 'guerra economica' che una parte d'Europa ha dichiarato all'altra parte: non si va avanti se una sola parte vuole decidere tutto, al grido di 'l'Europa sono io (e la mia parte)'.
Basta con l'Europa del 'rigore ad ogni costo': occorre puntare tutto sulla crescita; diversamente i 'creditori' si troveranno le casseforti piene di cambiali inesigibili per l'avvenuta morte dei debitori!
Un'occasione, forse l'ultima, per smetterla di dare la colpa a questo o quello per le cose che 'non fa' o per come 'dovrebbe farle' o per piazzare nei governi gli 'uomini giusti'  (secondo loro ed i loro interessi) per farle: l'Europa comunitaria di oggi si guardi allo specchio e cerchi di modificare profondamente l'immagine  pessima e surreale che ne rimanda.
 
Roma, 4 Luglio 2015                                        Giuseppe Bellantonio
 

lunedì 29 giugno 2015

GREXIT ?

          Ma come! 
         Fino a ieri, tutte le cancellerie di quell'Europa comunitaria che di fatto è sottoposta al tallone tedesco, si esibivano in gesti di sufficienza nel trattare del pericolo che la Grecia - Stato membro della UE - potesse non trovarsi in condizione di rimborsare la rata dovuta per uno dei prestiti concessile decidendo anche di non accettare il frustrante piano di riforme suggerito/imposto, come pure facevano spocchiosamente spallucce di sufficienza (del tipo "e chi se ne importa?") all'ipotesi che la Grecia potesse - per decisione autonoma o de facto - porsi al di fuori del sistema Euro, riprendendo la propria sovranità e tornando alla Dracma. 
          Da più parti si sbandieravano "piani B" già pronti e utili ad ammortizzare ogni possibile contraccolpo ad una ipotesi ritenuta comunque 'improbabile', e se proprio fosse successo il 'fattaccio' tutto era pronto per fare a meno dei 'cattivi', senza patire alcunché.  
          Nostri altolocati soggetti, serissimi, rassicuravano che non esistessero problemi, tantomeno pericoli di 'contagio' da una possibile insolvenza (o default) da parte Greca
          Ora...
           ... ora, a sentire le dichiarazioni più che allarmate di questi 'saggissimi' a poche ore dallo scadere di ogni termine utile concesso alla Grecia, sembrerebbe che questi "piani B" potessero essere solo dei ballon-d'essai (ma non credo per la Germania e per la Francia, forse più preparate a gestire i momenti di flessione del trend di crescita alemanno), o - se volessimo essere quasi irriverenti - il "lato B del piano A". 
          ... ora, anche in presenza dei risultati negativi delle Borse (frutto dello scatenarsi di una speculazione prontissima a trarre vantaggio da ogni circostanza, incurante degli umani destini) - altra schiera di 'piagnoni' (a comando?), dà la stura alle lamentazioni: per criminalizzare i greci incoscienti, per paventare il crollo dell'economia dell'area Euro, per prevedere il crollo della moneta unica europea, e quant'altro...   Domani, chissà, ci sarà qualcuno che forse ci dirà che la colpa è della Russia, o di una qualche altra trama complottista.
            Non ci sarà nessuno che dirà che la colpa è da attribuire in buona parte alla protervia, all'egoismo, con cui è stata gestita in questi ultimi anni l'Unione Europea: vantaggi per pochi a scapito di molti, ricchezza per pochi povertà per molti, produttività per pochi crollo per gli altri, shopping di aziende e terre per pochi fallimenti e svendite miserevoli per molti, grasse e poco scrupolose rendite per pochi mentre altri morivano di fame o suicidi perché oberati di debiti o perché incapaci di sfamare i propri figli.
             Ecco, questo deve pesare su chi fino ad oggi ha governato in Europa  e su chi ne abbia, in qualsivoglia modo, sostenuto il disegno.
             ... ora le diplomazie tentano di riprendere il ruolo che la politica schiava dell'economia e delle banche ha loro tolto: incontri frenetici, telefonate, colloqui, si intersecano da un lato all'altro del Mondo, per tentare il possibile ma - più che altro - l'impossibile.
             ... ora ci sarà forse qualcuno che proverà con la Grecia la stessa operazione fatta con le banche: non farle fallire, a scapito degli interessi dei loro correntisti ed a dispetto delle incapacità ovvero dei favoritismi gestionali: raramente puniti.
             Domani, forse, ci sarà chi offrirà alla Grecia soluzioni 'ricche' e 'vantaggiose', ricordando con voce stentorea che questa Nazione è pur sempre un Paese del ricco e (in)fallibile Occidente, del fronte militare avanzato occidentale per la difesa nord-atlantica.    Forse anche solo per dimostrare che non solo si fanno errori, ma che - volendo - si riesce ancora a far delle cose buone.
             Ma, in ogni caso, il 'giocattolo' europeo, la 'meravigliosa macchina da guerra' oggi targata Germania (e un po' Francia, che non voleva perdere contatto con la capofila) è inceppata e sarà difficile che possa riprendere 'come se niente fosse'.
             Anche perché, a parità di avvenimenti e di azioni, il caso Grecia sarà solo il primo di altri simili.    E cadranno anche le teste di molti sapientoni e sapientini.
             Quanto avevano visto lungo, lunghissimo, i governanti di Londra, nel non aderire alla moneta unica!!!
             Saprà la nostra classe politica, tuttora rappresentata da non-eletti e quindi da soggetti politicamente lontani dalla volontà popolare, reagire in modo intelligente a favore degli interessi, della sovranità e dell'integrità nazionale?
             Sono in molti a chiederselo, ed anche a sperare che ci possa essere un sussulto di dignità, di onestà intellettuale ancorché materiale, che ridia a tutto il Popolo Italiano l'orgoglio di poter rialzare la testa, di poter confidare nel lavoro e in una ritrovata qualità della vita.
             Altri, invece, temono più di ieri: temono che con una delle solite manovrette, tipo quella che autorizza a fare il formaggio... senza latte, l'Europa dei ricchi burocrati di Bruxelles spalmi la cambiale impagata  greca su tutti gli altri Paesi, specie su quelli più deboli che - per pochezza di energie o di coraggio - sono più propensi a dire dei frettolosi 'sì' piuttosto che dei motivati 'no'.   
              E questo potrebbe significare un'ulteriore perdita di sovranità nazionale e altre tasse.
 
Roma, 29 Giugno 2015                                                    Giuseppe Bellantonio



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sabato 27 giugno 2015

IO SONO GRECO

Le notizie - troppe delle quali 'filtrate' oltre che sapientemente redatte - che giungono dalla Grecia, danno per prima cosa una immagine: la dignità ma anche la ribellione di un Popolo allo strangolamento finanziario ed economico che, lentamente, sta uccidendo questa nobile Nazione.
L'orgoglio con cui si lotta per la salvezza comune, dovrebbe rappresentare uin esempio oltre che un forte monito.
Un Popolo che lotta per non perdere la propria residua sovranità, che si oppone alla sopraffazione di quella barbarie contemporanea che si chiama 'speculazione': quella che non esita a nutrirsi delle peggiori miserie del mondo, del traffico di armi e di uomini, che parla di pace mentre vende armamenti, che commercializza il petrolio mischiato al sangue degli innocenti, che distrugge le famiglie per imporre nuovi modelli sociali...  
Una lotta che dovrebbe essere comune a tutta l'Europa, specie a quelle Nazioni che fino ad oggi non sono state risparmiate né dalla speculazioni più becera e forsennata né dallo schiacciamento di quegli Stati forti che hanno steso l'ombra di una falsa ala protettrice per dissimulare un predominio economico, politico e finanziario dal passo pesante.
Altrove si combattono con armi e munizioni guerre assurde e feroci, persino anti-storiche, dove le colpe di un certo Occidente non sono inferiori a quelle dei pazzi  sanguinari (o sono abili calcolatori? O sono solo strumenti, manodopera di un diverso e perverso gioco?).  Dalle Colonne d'Ercole alla Tunisia, alla Libia, all'Egitto, al Sudan, all'Iraq, alla Siria... Ora l'Europa, una vecchia e malferma Europa, è circondata da guerre e povertà: che, quasi in una nemesi, tendono a risalire... creando pressioni... soffocanti salti indietro nel tempo... nuove povertà... perdita di identità secolari...
Un fronte comune - scoprono in molti, ora - contro il terrore... Già!
Ma non un fronte comune contro le povertà umane!
Sanzioni contro la Russia... emettendo gemiti di sorpresa quando la Russia replica con delle contro-misure... Ignorando quanto possa essere prezioso quell'aiuto proprio contro il terrore.
Se a tutto ciò aggiungiamo la pericolosa nebulosa che circonda i segretissimi accordi in corso tra pochi gerarchi europei (in nome di tutta l'Europa comunitaria, però: che poi impegneranno...) e gli USA, per i nuovi accordi commerciali.
Che poco terranno conto delle difficoltà della maggior parte dell'Europa: Italia in testa, già economicamente mortificata dalle mancate esportazioni in Russia, a causa dell'embargo delle merci.
l'America, gli States: il simbolo dell'Occidente più evoluto... quanti errori hanno compiuto in politica estera!... che eredità sta lasciando Obama al suo successore? Dire pesante, è dir poco!
Vecchi, antichi e desueti modi di fare politica... assai simili a quelli che segnarono il fallimento delle diplomazie poco prima della deflagrazione tremenda della Prima Guerra Mondiale... un sistema troppo intento a premiare i trasversalismi, facendone una sorta di nuovi modelli sociali e civili-
Sembra che la storia si ripeta, come peraltro accade frequentemente, ciclicamente: la colpa non è mai di chi governa, ma - tirando in ballo qualche teoria del complotto, bell'e pronta in fondo a qualche cassetto - è sempre di qualcun altro... dei massoni... degli ebrei... dei mercati e dei mercanti...
Certa gente non impara mai: men che meno quei politici che nascondono i 'soliti' politici e la 'solita' politica sotto abiti nuovi e modi nuovi di apparire - e mentire - mutuati dalle tecniche di comunicazione e di marketing.
Ma non impara anche chi vota o nomina i politici...
Viva la Grecia, quindi!
Viva i Greci che resistono con orgoglio al bombardamento dei ricatti!
Viva i Greci che palesano apertamente l'insopportabile e schiacciante pressione che, in nome del mantenimento delle ricchezze altrui, pretende l'altrui povertà e persino l'austerità nella povertà!
Se c'è qualcuno che ha tradito lo spirito con cui i Padri Fondatori dell'Europa posero delle entusiasmanti premesse, non è certo la Grecia, o l'Italia o la Spagna o il Portogallo...
Pensate a quanti economisti plauderebbero l'uscita dall'Euro e la ripresa della piena sovranità delle Nazioni... Proprio adesso che, con tenace caparbia, all'ordine del giorno di Bruxelles c'è proprio un altro tentativo di farne perdere dell'altra ai vari Stati.
Ci pensate quanto si risparmierebbe solo non mantenendo più la macchina-da-guerra costituita dalle centinaia e centinaia di burocrati, funzionari, impiegati e  politici che gravitano in quel grande coacervo chiamato Unione Europea?
Che bel risparmio: risorse preziose in questi anni tragici, miliardi e miliardi di Euro che anziché finanziare scartoffie e nodi scorsoi finanziari ed economici, potrebbero finanziare la crescita o la ricrescita.
Eh sì! ... Perché senza mezzi finanziari 'reali' (inclusa la stampa di banconote) l'economia non si mette veramente in moto, e se non si mette in moto niente assunzioni, niente lavoro.
E quindi ancora povertà e fame.
Ancelle elette della 'speculazione'!
Viva la Grecia, quindi! La Grecia del coraggio estremo!
Viva quei Popoli che risveglieranno il proprio orgoglio nazionale, lottando contro la tirannia dei burocrati!
Viva quei Popoli che getteranno alle ortiche quei politicanti che somministrano loro bugie su bugie!
Tutto questo, se accadesse, sì che darebbe il via ad un profondo rinnovamento !!!
Lo stesso che pretendiamo noi Italiani, continuamente presi in giro da un pugno di politici inossidabili e fortemente legati a chi sta alimentando quel disastro che è sotto gli occhi, i sensi di tutti: città ridotte a latrine e letamai, invase da u na massa incontrollata e - apparentemente - incontrollabile, che assorbe le residue risorse di cui disponiamo.
Risorse sottratte a chi ha lavorato tutta una vita e pagato le tasse, a chi ambisce ad un lavoro e ad una vita dignitosi.
Quando qualcuno - e, ovviamente, non intendo toccare quelle Autorità religiose, che altro non fanno se non adottare i propri precetti - si gonfia il petto con parole quali 'solidarietà' e 'accoglienza', facendo leva sulla comune generosità delle nostre genti, dovrebbe vergognarsi: in realtà, così come stiamo facendo, stiamo aiutando i mercanti di uomini, gli schiavisti, i trafficanti di carne umana e di quant'altro: basti pensare a quella enorme massa di minori non accompagnati che sbarca sulle nostre coste.
Aiutiamo sì questa gente, ma nei Paesi dove ha le proprie radici: diversamente continueremo ad essere complici di questo scempio; uno scempio dove carnefici e vittime finiscono per avere lo stesso volto.
Immigrazione clandestina, non 'migranti' come recita il neo-termine (ricordate il cambio di termine, con cui gli 'operatori ecologici' sostituivano i 'netturbini'?): gli uccelli migrano, andando e tornando da un luogo all'altro, questa gente purtroppo è destinata a non tornare mai più nelle terre dove pochissimo avevano e niente lasciano.
Abbiamo invece un obbligo preminente: il dovere di aiutare concretamente i nostri connazionali che annaspano nelle difficoltà, schiacciati dalle banche e dalla miopia di chi - complessivamente - ci governa.
Le fredde statistiche indicano che più di 500 sono i suicidi tra gli imprenditori ed artigiani giunti allo stremo psicofisico...
... più di 501, con l'imprenditore Egidio Maschio... che, purtroppo, non sarà l'ultimo... grazie banche, grazie istituzioni: grazie a tutti e soprattutto grazie a quei miopi accecati da antichi rancori, da ideologie becere e consunte, dal sogno di dominare a lungo o per sempre questa fiacca Italia.
Ed io continuerò a sentirmi Greco!
Vicino ai nostri Fratelli Greci, schiacciati da questa arrogante Europa delle carte e delle percentuali, senza anima, ma che combattono con dignità e con quella stessa fierezza che Omero, tra gli altri,  ci ha così ben descritto. 
 
27 Giugno 2015                                                      Giuseppe Bellantonio
 


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lunedì 9 febbraio 2015

VENTI DI GUERRA


Gent.mi Lettori,
desidero segnalare alla Vs. cortese attenzione i contenuti di un interessante articolo scritto dal Dr. Giampiero Cannella per il sito 'Destra.it'.
L'articolo affronta da una diversa e particolare angolazione uno degli spetti del conflitto che vede comunque come protagonista la c.d. ISIS.
La lettura offrirà spunti di riflessione su una tematica certamente importante.
Di seguito il link per poter accedere direttamente alla pagina web:
http://www.destra.it/isis-orrore-integralista-ma-musulmani-non-sono-tutti-uguali/  
A quest'articolo ho proposto un mio modesto riscontro - visibile in calce allo stesso - domandandomi
come debba essere valutata e quindi interpretata realmente la lunga, lunghissima, crisi che attanaglia un'area sempre più vasta: dallo stretto di Gibilterra, passando per l'Africa mediterranea, il Medio Oriente, l'Ucraina.
Le diplomazie internazionali si dovrebbero interrogare - con la voce dei rispettivi Popoli - sul loro effetti vo ruolo, su cosa abbiano fatto e come, se avessero potuto operare diversamente e come, e quant'altro ...
Siamo realmente certi che le armi possano risolvere ogni problema? O ne creano altri?
Non è che il modo meno sbagliato di affrontare certe questioni - con tutti i "se" ed i "ma" che aleggiano su questo soggetto - sia quello posto in essere da Anonymous?
Ad esempio, ho avuto modo di dialogare con degli Ucraini i cui figli sono impegnati su fronti contrapposti: passato il primo momento, dove - specie per i modi ed i toni con cui la stampa occidentale dipingeva la vicenda - tutto sembrava "quasi" chiaro, ora la situazione sembra non sono meno univoca ma addirittura equivoca.   
Genitori preoccupatissimi per la vita dei rispettivi figli che - e chi può escluderlo? - potrebbero trovarsi uno di fronte all'altro con il dito sul grilletto, pronti a uccidere per non essere uccisi. 
Obbedendo a chi ha dato gli ordini.
Come accade in tutte le guerre.
Solo che, chi morrà, sarà forse morto per una Patria "incerta".
E chi sopravviverà, avrà forse il dubbio se ha ucciso qualcuno che conosceva, e se la parte per cui combatte sia quella giusta.
Già... combatte; ma siamo sicuri che sia il termine giusto? o quello più corretto è "lo fanno combattere"?
Grazie per la Vostra cortese attenzione e un cordiale saluto.

Roma, 9 Febbraio 2015                                                            Giuseppe Bellantonio

Nota del 14-2-2015 : a poche ore da una tregua - quella Ucraina - che si preannuncia già essere precaria, c'è da chiedersi con preoccupazione in che cosa consista realmente l'Europa Unita e come debba essere correttamente rappresentata e da chi; c'è da chiedersi che fine abbia fatto la sovranità degli Stati membri e - conseguentemente - quella dei Cittadini di ognuno di essi; c'è da analizzare con attenzione come si sia determinata la crisi Ucraina, le motivazioni delle parti in causa e quelle dei rispettivi sostenitori, e se è proprio inevitabile che un lungo conflitto si instauri in questa regione: così sommandosi a quelli già in corso e che infiammano parti importanti del Mondo anche a noi prossime - qui ricordo - da Gibilterra alla Libia, dall'Egitto allo Yemen, dalla Siria all'Ucraina. dall'Iraq all'Afghanistan...
Soprattutto mi interrogo se in realtà non vi siano macroscopici, perduranti ed esiziali  errori nella gestione della politica estera di Nazioni che - pur invocando temi importanti come "democrazia", "libertà", "pluralismo", "emancipazione", " diritti umani", "autodeterminazione" - danno il "disco verde" a chi adotti il loro stesso criterio di attribuzione  di valori (o almeno, faccia finta - con serietà - di adottarli), ed attribuiscano il "disco rosso" a chi possa pensarla diversamente.
Si possono eliminare le divisioni, le discriminazioni e quant'altro, creandone di nuove?
Continuo a sostenere che, nel prendere atto delle attuali condizioni del mondo, ogni Popolo, ogni Nazione, debba trovare in sé stessa la forza di regolarsi ossia auto-regolarsi ossia auto-regolamentarsi.  In politica si chiama "auto-determinazione", e credo che se dall'esterno non vi sia chi - a torto od a ragione - "soffi sul fuoco", continui ad essere l'unico modo per un Popolo di trovare, o ri-trovare, la propria dimensione reale.  
Le armi risolvono ben poco, salvo il creare sacche di soggetti che sparano su altri e che - un domani - potrebbero rivolgere quelle stesse armi verso chi, magari, le abbia fornite.
Certo è più sbrigativo mandare armi (specie se i destinatari possano stare dal lato opposto del Mondo) piuttosto che non battersi veramente e quindi con ogni mezzo per la Pace ( che so, anche stabilendo specie di cordoni-sanitari attorno ai focolai di guerra affinché questa non si dilati, adoperando unicamente le risorse disponibili attraverso l'ONU, con i suoi "caschi blu" di interposizione, creando blocchi informatici per l'uso di macchine belliche, ecc.).
Siamo certi che questo sia il modo migliore o unico per abbattere le tirannie, per aiutare le Genti più povere?
Gli interrogativi crescono ogni giorno di più, specie in chi - in questa nostra bella e stremata Italia - si confronta con la realtà imposta dalle difficoltà  quotidiane ed il balletto di chiacchiere e di pessimi comportamenti che continua a venire da un mondo sempre più lontano dal reale: quello della politica.
Oggi, gli stessi soggetti che fino a quindici, venti, giorni fa ci assicuravano che l'Italia non corre che modesti rischi a causa di possibili azioni terroristiche, pur con parole delicate e prudenti indicano sempre più marcati i rischi che provengono dai bacini di coltura del terrore e, in particolare, dalle emigrazioni di massa con sfogo sull'asse Sud-Nord.      Sono gli stessi allarmi (non raccolti) che tanta parte d'Italia ha lanciato già da tempo: così che non si possa escludere (ma, anzi, potrebbe essere considerato più che possibile) che le feroci componenti che inneggiano alla violenza e alla rivoluzione attraverso l'uso delle armi, oggi sulle coste della Libia, nel momento in cui minacciano l'Italia e lo Stato della Città del Vaticano, ma anche San Marino (quindi tre Stati: praticamente guardandoci negli occhi, attraverso i pochi Kilometri di mare che ci separano) che possano già fare affidamento su soggetti già stabilitisi più o meno clandestinamente nel nostro Paese grazie ai massicci flussi di così detti "migranti" collegati con loro.    Mi riferisco in special modo a quelli fuggiti dai Centri di temporanea accoglienza senza poter essere stati filtrati dalle Autorità preposte alla Pubblica Sicurezza. 
E' lecito chiedere al nostro Governo, proprio perché in presenza di un palese e forte pericolo, che venga immediatamente rivisto il nostro approccio con la questione dei c.d. "migranti" (che tali non sono: il migrante è colui che lascia temporaneamente la sua terra di origine, non chi l'abbandona definitivamente), dichiarando a gran voce la cessata tolleranza ad accogliere altri sbarchi proprio in funzione di un pericolo incombente sovrastante ogni possibile valutazione umanitaria: se azione umanitaria deve essere espletata (cure o altro) dovrà essere ridotta al tempo clinico obiettivamente necessario per poi reinviare i soggetti nel paese di provenienza (quello da cui è partito il mezzo clandestino): così come deve essere impostata una immediata azione, non violenta, di contrasto all'immigrazione incontrollata e incontrollabile di natura clandestina.
Dobbiamo proteggerci in questa fase, e non possiamo aspettare che lo faccia una Unione Europea tiepidissima sul tema e palesemente inadeguata in questa fase, dopo la cessata (e anche nobile) parentesi italiana di Mare Nostrum.
E il proteggersi dalla fattispecie terroristica non conosce mezze misure.
E' proprio la Russia, oltre agli Stati Uniti,  una delle Nazioni che ce lo insegnano con maggiore importanza: tolleranza "zero".    Niente buonismi o pietismi (spesso ipocriti): basta camminare per le strade d'Italia per vedere come si stia stravolgendo la realtà etica del nostro Paese, a vantaggio di comunità che in ogni caso si chiudono formando piccole enclave, ancora una volta a conferma che il cavallo dell' "integrazione" non è mai andato al galoppo né al trotto, ed anzi si è azzoppato da tempo.
Se mai, si deve parlare ormai di società "multietnica", originata dall'evolversi di un Mondo (purtroppo?...) globalizzato, rapido nelle sue continue mutazioni (spesso poco controllate e controllabili, ma sicuramente strumentalizzate), perennemente connesso, 24 h. al giorno.
Ecco che allora quella tolleranza che sconfina nella "tolleranza dell'abuso altrui" non può essere più esercitata: chi è in Italia DEVE adeguarsi alle nostre Leggi, rispettandole.   Non si possono sempre e solo pretendere diritti: ancor prima di essi vengono i doveri ed il loro rispetto, poiché se non si rispetta non si può pretendere dio essere rispettati.
Roma, 14 Febbraio 2015  h. 23,55                                Giuseppe Bellantonio
  


PER  UNA  STAMPA  LIBERA  E  INDIPENDENTE
FOR   AN   INDEPENDENT  AND FREE  PRESS
POUR  UNE  PRESSE  LIBRE  ET  INDEPENDANTE


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