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lunedì 25 aprile 2016

25 APRILE !

 
     OGGI E' IL 25 APRILE!     
GIORNATA NELLA QUALE, CON SOLENNITA' DOVREMMO CELEBRARE L'AVVENUTA LIBERAZIONE DEL 1945. 
SOLENNITA', COMMOZIONE E GRATITUDINE: CHE NON SIGNIFICANO CERTO 'RETORICA': QUELLA RETORICA, QUEI BEI DISCORSETTI PRECONFEZIONATI E TIRATI FUORI DAL FREEZER PER L'OCCASIONE, E INSAPORITI CON QUALCHE RITOCCO. DISCORSETTI CHE, CRONACA ALLA MANO, OGNI ANNO SI RIPROPONGONO PUNTUALI E QUASI UGUALI: SENZA PAROLE NUOVE, SENZA COLPI D'ALA CHE FACCIANO INTENDERE UN RINNOVAMENTO DELLO SPIRITO PIUTTOSTO CHE NON DELLE SOLE PAROLE.   UN SENTIRE CHE SIA DIVERSO PROPRIO ATTRAVERSO LE PAROLE, RIFLESSIONI CHE VADANO IN PROFONDITA' PONENDOSI ANCHE I SERI INTERROGATIVI CHE IL RAFFRONTO DELL'OGGI CON IL PASSATO PUR IMPONE.
GRAZIE A QUANTI - ITALIANI E NON - VERSARONO IL LORO PREZIOSISSIMO SANGUE PER CONSENTIRCI OGGI DI VIVERE IN LIBERTA'!
MA ONORIAMONE LA MEMORIA, PERO': RICORDANDO COME SIANO SEMPRE IN AGGUATO I NEMICI DI QUESTA NOSTRA LIBERTA', DI QUESTO SPIRITO EGUALITARIO - CHE DOVREBBE ESSERE TRASFUSO IN UNA CONDIZIONE DI EQUITA' PRESSOCCHE' PERENNE -, DI QUESTA DEMOCRAZIA FORSE ANCORA TROPPO GIOVANE E QUINDI INCOMPIUTA PERCHE' 'DISTRATTA' DAI TROPPI CHE, ABUSANDONE, TENTANO DI DISTORCERNE L'ESSENZA STESSA.
RINGRAZIAMO ANCHE QUEI 'PADRI DELLA PATRIA' CHE, POSTISI ATTORNO AD UN TAVOLO, E SPOGLIATISI DI VISIONI DI PARTE, EBBERO LE GIUSTE, ILLUMINATE, ENERGIE PER TRACCIARE LA NOSTRA CHARTA, LA NOSTRA COSTITUZIONE: CHE NEGLI INTENDIMENTI AVREBBE DOVUTO ESSERE FONDATA PROPRIO SULLA LIBERTA'. 
MA NON SAREMMO ONESTI, TUTTI NOI - CON NOI STESSI MA ANCHE VERSO LA MEMORIA DI QUANTI EBBERO A SACRIFICARSI -  SE NON PRENDESSIMO ATTO, ANCHE OGGI, SOPRATTUTTO OGGI, CHE IL MONDO - E L'ITALIA IN PARTICOLARE - STANNO VIVENDO UN GRAN BRUTTO, LUNGO, MOMENTO.
E MAI COME IN QUESTO MOMENTO LA GENTE, IL POPOLO, DOVREBBE ADOPERARE OGNI STRUMENTO - PROPRIO QUELLI CHE LA DEMOCRAZIA GLI CONSENTE - PER FAR CAPIRE AL PROPRIO SISTEMA POLITICO CHE E' ORMAI ORA DI ABBANDONARE GLI SCHIERAMENTI E LE BATTAGLIE DI PARTE: QUELLE FATTE NON DAI PARTIGIANI MA DAI CORTIGIANI DELLA 'VECCHIA' POLITICA, QUELLE FATTE DAI VARI GATTOPARDI CHE URLANO DI VOLER CAMBIARE TUTTO PER POI NON CAMBIARE NIENTE, QUELLE CHE - AL TIRAR DELLE SOMME - LASCIANO ANCORA SENZA LAVORO DISOCCUPATI E INOCCUPATI.
SENZA LAVORO, SENZA IL PANE QUOTIDIANO CON CUI POTERSI NUTRIRE E POTER NUTRIRE I PROPRI FIGLI.
SENZA POTER VIVERE UNA QUOTIDIANITA' DIGNITOSA.
SENZA PROSPETTIVE, PER CHI VIVE ORMAI DA TEMPO QUESTE ANGOSCE - POTENDOSI AFFIDARE SOLO AD UNA INCONCRETA SPERANZA - ; CON IL TIMORE DI PERDERE IL POSTO DI LAVORO, LA CASA E - SPESSO - LA STABILITA' DELLA FAMIGLIA, ROVINATA DA TANTO SCONQUASSO.
NEL 1945 E' STATO SCONFITTO IL NAZISMO E, SOPRATTUTTO IN ITALIA, ANCHE IL FASCISMO. SCONFITTI ALLORA: MA NON DEBELLATI, SEPOLTI, MORTI.
AL NAZISMO DI ALLORA - QUELLO DELLE ARMI E DELLE OCCUPAZIONI MILITARI, DELLE CONQUISTE E DELL'ELIMINAZIONE DI INTERE FASCE DI POPOLAZIONE NEL NOME DI UNA 'SUPER RAZZA' - OGGI FA ECO UN NUOVO PERICOLO, NON MENO INFIDO E TEMIBILE: COMUNQUE VESTITO CON I COLORI DELLE GUERRE.
DELLA GUERRA ECONOMICA E FINANZIARIA, DELLA GUERRA DELLE ARMI E DELLA SOPRAFFAZIONE.
SI TENTA DI PIEGARE LA DIGNITA' E LA VITA DI INTERE NAZIONI APPLICANDO NORME CHE SI DICONO ESSERE CONDIVISE DA ALTRI (CHIAMATI SOLO AD ESSERE COMPLICI, SPORCANDOSI LE MANI MA SENZA POTER GUSTARE LA MARMELLATA), MA CHE IN REALTA' ARRICCHISCONO SOLO COLORO CHE SMEMBRANO E DEPREDANO LE ALTRUI RICCHEZZE.   SI PRESTANO SOLDI PER STRANGOLARE ANCOR MEGLIO CHI GIA' ABBIA DIFFICOLTA', NON BADANDO AD ALTRO SE NON AL TORNACONTO DI POCHI: SALVO POI DIRSI DISPONIBILI A RIDURRE IL DEBITO, QUANDO VEDONO DI NON POTER PORTARE VIA NULL'ALTRO SE NON LA VITA DI UN POPOLO.
QUESTO E' AVVENUTO IN GRECIA, MA AVVIENE QUOTIDIANAMENTE IN ALTRE PARTI D'EUROPA E DEL MONDO: ANCHE IN ITALIA.
L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA, E' SCRITTO NELLA NOSTRA COSTITUZIONE: SOPRATTUTTO RICORDANDO LO SCEMPIO E LE MISERIE PRODOTTI DAI DUE CONFLITTI MONDIALI.
MA CI TIRANO PER LA GIACCHETTA, COINVOLGENDOCI IN QUESTIONI DELLE QUALI NON SIAMO PARTE MA SOLO SPETTATORI.
PAGANTI, PER GIUNTA: CONSIDERANDO IL COSTO CHE PER NOI HANNO, IN OGNI CASO.
E IN QUESTO DISEGNO RITENGO CHE POSSA RIENTRARE IL VOLERCI DARE IL COMANDO DELLE OPERAZIONI IN LIBIA: ALTRI SI SPARTISCONO E SI SPARTIRANNO QUEI TERRITORI, CON LE RICCHEZZE CHE VI SI TROVANO, MENTRE A NOI UN CARICHINO DI COMANDO (UN 'COMANDARE' RELATIVO, BENINTESO: DOVE CI SONO FRANCESI, TEDESCHI, AMERICANI E INGLESI, A ESERCITARE IL VERO COMANDO NON SARANNO CERTO GLI ITALIANI!), UTILE A FAR GONGOLARE SOLO CHI DI CIO' SE NE POTRA' FAR UTILE VANTO.
SENZA CONTARE CHE, UN ATTIMO DOPO, UNA MASSA INCALCOLABILE  DI PROFUGHI (VERI O PRESUNTI TALI), SI RIVERSERA' VERSO IL PONTE-ITALIA PER CERCARE SUCCESSIVAMENTE DI SPAZIARE  FORSE IN EUROPA, FACENDOCI PAGAR CARO QUESTO NOSTRO 'COMANDO DELLE OPERAZIONI':  E TEMO CHE A POCO POTREBBERO SERVIRE LE 'BARRIERE' TIRATE SU IN TUTTA FRETTA, CON TARDIVO ALLARMISMO.
L'EUROPA HA SBAGLIATO TUTTO, PORTATA PER MANO SULL'ORLO DI UN ABISSO DA TEDESCHI E FRANCESI: IN NOME DEL LORO PROFITTO, DEI LORO CALCOLI, DEI LORO ACCORDI FINANZIARI E COMMERCIALI, DELLA VENDITA DELLE LORO ARMI. 
HA SBAGLIATO E CONTINUA A SBAGLIARE NELL'AFFRONTARE LA CRISI ECONOMICO FINANZIARIA, LA QUESTIONE DEI RIFUGIATI/PROFUGHI/MIGRANTI, LE SANZIONI CONTRO LA RUSSIA, IL TRATTATO ECONOMICO UE-USA.
E LE MOSSE VOLUTE DAI GOVERNATI DELLE DUE NAZIONI SOPRA CITATE CON LA TURCHIA, NE SONO ULTERIORE PROVA.
NON SOLO: SI FA DI TUTTO PER STRONCARE LA REATTIVITA' DEGLI STATI. NE SONO TESTIMONI I TENTATIVI DI INFIACCHIRE I VALORI DELLA NOSTRA ECONOMIA E SOPRATTUTTO DELLA NOSTRA AGRICOLTURA, ATTRAVERSO LA MINUS VALENZA DEI NOSTRI PRODOTTI TIPICI, DI ECCELLENZA, SOSITUITI DA SURROGATI PESSIMI E DALLA IRRINTRACCIABILE FILIERA PRODUTTIVA, CONTENENTI SOSTANZE CHIMICHE RESIDUE COME ORMAI DA DECENNI IN ITALIA NON VE NE SONO.
MA ANZICHE' RISOLLEVARE LE SORTI DI ALCUNI PAESI D'EUROPA - DOVE PRODUTTIVITA' E LAVORO LANGUONO: E L'ITALIA NON E' CERTO ESTRANEA A QUESTE DINAMICHE -, MILIARDI DI EURO INONDANO E INONDERANNO LA TURCHIA: CHE, PREVEDIBILMENTE, NEL TEMPO ALZERA' IL PREZZO DELLA PROPRIA 'COLLABORAZIONE' IN TEMA DI IMMIGRAZIONE; TRA LE CONTROPARTITE, UNA CONSIDERAZIONE QUANTO PIU' SOLLECITA POSSIBILE DELL'AMMISSIONE DI QUESTO STATO ALL'UNIONE EUROPEA.
UNO STATO COLMO ANCORA DI CONTRADDIZIONI INTERNE: TROPPE PER POTER FAR PARTE DI UN CONTESTO DOVE LE REALTA' SOCIALI, POLITICHE E RELIGIOSE SONO BEN DIVERSE. COME DIVERSO E' IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE 'LIBERTA'', 'DEMOCRAZIA', 'DIRITTI UMANI'.
CHI NON SI E' ACCORTO POI - NEI FILMATI 'UFFICIALI' - DEI SALUTI FIN TROPPO CALOROSI E QUASI 'COMPLICI' DI CERTI CAPI DI STATO, QUANDO ANCORA C'E' CHI NEGA PERSINO DI PARLARE, CHIEDENDO CHE SIA FATTA LUCE SUL CASO REGENI?
COSI' COME C'E' CHI NON HA NEL PROPRIO VOCABOLARIO LA PAROLA 'OLOCAUSTO': COME LO FU, IN UN NON LONTANO PERIODO TRA IL 1915 E IL 1917 IL MASSACRO DEGLI ARMENI PER MANO DEI TURCHI.
MA ANCHE DI QUESTO, GLI INTERESSI OCCIDENTALI E LA PAVIDITA' DEI MEZZI DI INFORMAZIONE SEMBRANO NON AVER TENUTO GRAN CONTO.
C'E' CHI VA AVANTI INCURANTE DI TUTTO E DI TUTTI, NON TENENDO CONTO DELLE PROTESTE ALTRUI.
CONTRO LA STORIA, CONTRO LE LEZIONI CHE LA STORIA HA SEMPRE IMPARTITO CON TRAGICA PUNTUALITA'.
E IN QUESTO NON POSSO CHE ESSERE IN DISACCORDO CON IL PRESIDENTE USA, CHE VEDE 'FARE LA STORIA' PROPRIO DA CHI AGISCE IN CHIAVE 'ANTI-STORICA'. 
GLI STATI UNITI D'AMERICA, PER BOCCA DEI SUOI MASSIMI ESPONENTI, HANNO AMMESSO LA GRANDISSIMA RESPONSABILITA' DELLA FRANCIA NELL'ATTUALE DISORDINE MONDIALE. NON MANCANDO DI DARE UNA BACCHETTATA ANCHE AL GRANDE ALLEATO BRITANNICO, TROPPO FRETTOLOSO A SEGUIRE LE ORME FRANCESI.
DALLA DESTABILIZZAZIONE DELLA LIBIA A TUTTO CIO' CHE, IN UN VELOCE CONTAGIO VIRALE, HA TOCCATO TANTISSIME, TROPPE NAZIONI: DALLA LIBIA, ALLA SIRIA.
QUASI CHE OGGI SI VOLESSE DAR VITA AL SOGNO DI NAPOLEONE III° : UN 'REGNO ARABO' DAL NORDAFRICA ALLA SIRIA, SOTTO L'EGIDA FRANCESE. 
GIA', UN MONDO ARABO, UNA REALTA' ARABA, CHE MOLTE CANCELLERIE FATICANO ANCORA A COMPRENDERE APPIENO.
MA PROPRIO L'EUROPA HA LA CULTURA E LE CONOSCENZE STORICHE PER COMPRENDERE BENE IL MONDO ARABO-ISLAMICO, INSEGNANDO A CHI NON ABBIA ANCORA BEN COMPRESO. O PER TRASCURATEZZA, O PER IGNORANZA, O PERCHE' IN MALAFEDE.
QUANTI ERRORI, EUROPA. 
E C'E' CHI VOLEVA FARNE DI PEGGIORI, INVENTANDOSI 'LA QUALUNQUE' PER TIRARE IN BALLO ANCHE LA RUSSIA.
EUROPA UNITA? NON TROPPO: CERTAMENTE POCO COESA, ABISSALMENTE LONTANA DAGLI IDEALI CHE I SUOI PADRI FONDATORI IN ESSA POSERO; TROPPO COINVOLTA A LIVELLO POLITICO CON LOBBY DI AFFARISTI, BANCHIERI, FINANZIERI; TROPPO POCO ATTENTA CON I GRANDI FENOMENI DELLA DISOCCUPAZIONE E DELLA SCARSA PRODUTTIVITA'.

A MENO CHE NON CI SIA QUALCUNO CHE SI 'LECCA I BAFFI' SPERANDO E INVESTENDO  NELLA RAPIDA REALIZZAZIONE DELL'ACCORDO COMMERCIALE ED ECONOMICO EUROPA-USA: UN ACCORDO CHE APRIRA' L'EUROPA ALL'ASSALTO DELLE MULTINAZIONALI AMERICANE.
 
AVREMO IL PREZZEMOLO DI CINCINNATI SULLE NOSTRE TAVOLE?
GIA' E' ARRIVATO QUELLO VIETNAMITA: CON BUONA PACE DELLA SALUTE.
E C'E' GIA' CHI DECANTA QUEI VINI DELLA CALIFORNIA CHE FINO A IERI FACEVANO FARE UNA SMORFIA AI BUONGUSTAI E AI TANTI SOMMELIER NOSTRANI.
IN QUESTO MOMENTO IL MADE IN ITALY AGRO-ALIMENTARE, LA NOSTRA RICCHEZZA DEL VALORE DI OLTRE 46 MILIARDI DI EURO, E' SOTTO ASSEDIO: MA C'E' SICURAMENTE CHI TENTERA' DI DARE LA SPALLATA.
MORTO O AGONIZZANTE QUESTO COMPARTO, L'ITALIA RESTERA' IN BALIA DI NUOVI BARBARI.
SCONFIGGIAMO QUESTO RIGURGITO DI  VIRUS, SUBDOLO PERCHE' MUTANTE E PROPRIO PER QUESTO INFIDO E MORTALE: RICORDIAMO IL VALORE E IL SACRIFICIO DI QUANTI MORIRONO PER QUESTA NOSTRA LIBERTA', RISCATTANDOLA NEL 1945 CON IL LORO SANGUE.
RIPUDIAMO CON VIGORE E PAURA LA GUERRA, LE GUERRE, LE GUERRE ECONOMICHE - ANCORCHE' STRISCIANTI E VILI -, CHIEDENDO A CHI CI GOVERNA DI TUTELARCI, DI ADOTTARE MISURE URGENTI DI SALVAGUARDIA, DI SOTTRARSI ALL'ABBRACCIO SOFFOCANTE DI CHI VOGLIA COINVOLGERCI  E FORSE PIEGARCI.
CHE LE GENTI D'EUROPA SI RIAPPROPRINO DEL LORO POTERE DI DECIDERE, DI SCEGLIERE DI AUTODETERMINARE: SPECIE QUANDO I POLITICI VANNO IN TUTT'ALTRA DIREZIONE CHE NON LA VOLONTA' DEL POPOLO.
SARA' - PER NOI ITALIANI - QUESTO IL MODO MIGLIORE PER RENDERE ANCORA PIU' SOLENNE LA DATA DEL 25 APRILE, AFFRANCANDOLA DA ROUTINE E VUOTA RETORICA.
 
Roma, 25 Aprile 2016                                      Giuseppe Bellantonio
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domenica 20 settembre 2015

ANCORA SULLE BARRICATE?

Il Popolo Greco dimostrerà oggi di sentirsi ancora sulle barricate, mobilitato per non soccombere allo spadroneggiare politico-finanziario di una certa Europa - ricca sì, ma estremamente povera nei modi e nelle finalità -, o darà fiducia al proprio attuale establishment ?
Sarà una mobilitazione popolare a dire "no" alla triste e poco dignitosa spartizione del "bottino" greco (isole, aeroporti, basi navali...), o sarà un rassegnato "si" nel timore di non saper o poter resistere a tutte le più infauste - ma strumentali e interessate! - previsioni delle Cassandre comunitarie?
Il rinnovo di prestiti e finanziamenti di varia natura - effettuati dai vari enti internazionali senza dare voce ad una concertazione realmente europea, comunitaria - ha in realtà rinviato il problema: come accade con ogni novazione di un credito, si è solo spostata la data di scadenza ed una qualche modalità del rimborso.  Ma questo resta sostanzialmente inalterato: debito era e debito resta; anzi, acuito dalla penale  di dover accettare ulteriori costi/sanzioni, anche in termini di sovranità nazionale, dovendo persino dire 'grazie' a chi - con spocchiosa superiorità - recita anche la parte di chi è quasi costretto a dare la medicina al moribondo!
E c'è chi ancora sostiene l'esistenza di uno 'spirito europeo'. di una 'Europa unita'!
Totò avrebbe liquidato il tutto con un "ma non mi faccia ridere, ma mi faccia il piacere!"; noi invece dobbiamo sottostare alle parole e alle decisioni di soggetti politici che - infischiandosene del sentire e del malumore del popolo - condividono decisioni che sono letteralmente imposte da uno, ed uno solo, degli Stati Membri con altrui complicità.
Quello stesso che, quando le cose non vanno nel verso voluto, ne scarica il peso su tutti gli altri Paesi Membri, e che quando deve sottolineare una qualche positività, non manca di rimarcare come sia stato tutto merito proprio! 
Proprio il balletto, la pantomima che è stata posta in scena sul fenomeno dell'immigrazione, dà ancor più il senso che oggi la Grecia non debba votare solo per sé stessa, ma in un certo senso anche per il resto di quell'Europa comunitaria fiacca e incapace di fronte a fenomeni che, da saltuari ed eccezionali, in quanto VOLUTAMENTE non affrontati sono diventati vere e proprie piaghe: oggi socio-politiche, ma un domani (mi auguro lontanissimo) anche militari.
Fino a ieri, a Greci e Italiani venivano rivolte tante belle parole, venivano date tante pacche (pseudo-amichevoli) sulle spalle, venivano rivolti tanti sorrisi (ma avete guardato bene le riprese, le foto? Sorridevano sì, ma si guardavano tra di loro; in una comunicazione non-verbale che stava tra lo scherno ed il compatimento).
Tante parole belle, quindi, qualche soldo: ma il problema restava loro, di Greci e Italiani e anche Spagnoli mentre la Piccola Europa parlava, traccheggiava, non decideva, ben sapendo che queste 'iniezioni' di genti in definitiva minavano i vari sistema-paese.   Forse che questo potesse essere considerato un vantaggio - a medio o a lungo periodo - da qualcuno?
Poi, qualcuno, tirandosi a rimorchio qualche novello Napoleone, si è scoperto colmo di straripante solidarietà e spirito di concreta accoglienza.  
Certo, un'accoglienza addomesticata: inizialmente rivolta solo ai profughi siriani.
Si son detti: siamo leader nella finanza, l'Europa è sotto il nostro tallone, prendiamo il boccino della situazione; un po' di miliardi che girano, manodopera da poter utilizzare per sopperire all'invecchiamento della forza-lavoro, islamici moderati. Costi relativi poi, contando gli oneri che si vogliono imporre a chi non intenda 'fare'  accoglienza (beninteso: non per capriccio, quanto per salvaguardare la propria Storia, la propria Cultura, la propria integrità e la propria Sovranità, il proprio sistema-Paese) e contando sui già promessi aiuti internazionali, anche da oltre Oceano.
Quanto siamo forti e bravi, si son detti: quanto sono forti e bravi, ha fatto eco il coro dei vassalli, dei cortigiani, delle marionette! 
Salvo accorgersi di essersi infilati in una palude, di aver tolto il coperchio ad novello 'vaso di Pandora', e di non poter controllare alcun 'flusso': almeno dalla situazione attuale, da loro stessi determinata.
Marcia indietro, allora, ed ennesimo tentativo - con lo sguardo feroce proprio di chi è 'sempre' nel giusto, di chi non sbaglia mai - di scaricare colpe,  responsabilità e ogni maggior onere su Italia e Grecia in primis!
Che teatrino, che spettacolo!
Ancora c'è chi gioca con le parole, mentre si annaspa come annaspava Ciacco nella palude dantesca!
Ma è anche bene comprendere bene, per poter valutare senza farsi menare per il naso.
Migranti (ma 'migrante' non è colui che lascia solo temporaneamente il proprio luogo per poi tornarvi?); immigrati (ma non lo sono coloro che già passano un confine? Che quindi possono poi essere 'regolarmente' oppure 'irregolarmente' entrati un uno stato. A monte c'è l'atto dell'emigrare, ); profughi (fuggitivi o fuggiaschi, costretti a cercare rifugio altrove: per cataclismi naturali, per carestia, per fame, per abbandono di terre invase o duramente bombardate da nemici); discriminati (riferito a chi possa essere distinto, differenziato, da altre persone per motivi politici, sociali, religiosi, di genere. Ma il discriminato non necessariamente è un perseguitato); rifugiati (sono coloro che hanno trovato o cui è stato concesso rifugio dopo essere stati costretti ad abbandonare la loro terra per salvare la propria vita, quasi sempre lasciando ogni avere ed ogni altro legame umano. Sono quindi dei perseguitati - da polizie, governi, giustizia - e quindi, all'atto dell'abbandono,  degli esuli: una condizione, questa, che si identifica con chi abbia subito fortissime pressioni politico-ideologiche, discriminazioni anche religiose o culturali, condanne, o che sia stato bandìto dal proprio paese, trovando così rifugio, accoglienza, in un altro paese. C'è per i rifugiati un apposito Ufficio delle Nazioni Unite che se ne occupa: l'UNHCR, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati; e i soggetti devono dimostrare chi sono, quale sia il motivo sulla cui base chiedono il riconoscimento di questo status, quali prove esistano per ciò. Tutte cose non semplici, mai date per scontate a priori: questo ne spiega l'esiguo numero se rapportato al totale).
Vediamo allora che queste condizioni non si adattano correttamente ed in qualsivoglia circostanza, a ciò che abbiamo sotto gli occhi: anche se c'è chi strumentalmente ci fa il 'lavaggio del cervello' per convincerci di questo o di quello, facendo leva sulle nostre emozioni, sul nostro amore per il prossimo, sulla nostra propensione a condividere gli ideali di Libertà e di Fratellanza nello spezzare il pane con chi ne abbia bisogno.
Tutto ciò alimenta fortissimamente il mercato di esseri umani e quanti - attraverso ciò - traggono lucro dall'altro 'mercato', quello dell'accoglienza: complessivamente, tutti soggetti senza scrupoli che tentano di usarci per i loro loschi e fetidi scopi!
Certamente è corretto il messaggio dei rappresentanti delle Chiese: invocano l'accoglienza, la fine delle stragi lungo i percorsi, la fine della tratta di esseri umani; invocano l'umana solidarietà, la mano tesa al bisognoso... 
Ed è giusto... ci sta.
Ma invocano anche a gran voce la Pace, la fine delle guerre, un regime di equità, di giustizia, di libertà.  Nel segno dell'Amore e della Fratellanza Universali: valori cardine e comuni a tutte le Religioni, a tutte le Genti.
Sono quindi contro le bombe, le armi, i mercanti di morte.  
Che hanno poi la stessa faccia dei mercanti di Uomini; che vestono la grisaglia quando si fa leva sull'ipocrisia per fingere commozione dinnanzi alle Vite perse o sacrificate, comunque immolate sull'altare del profitto!
Grisaglie e compunzione solenne, comuni anche a coloro che gettano bombe nello stesso modo con cui gli animali marcano il territorio: basta guardare lo scempio fatto, dalle Colonne d'Ercole alla Libia, all'Egitto, all'Iraq... Tutto è stato destabilizzato... in Africa, come in Asia: passando dall'Ucraina e - forse - terminando alla Siria.
Quasi fosse un gioco, una sorta di perverso 'monopoli': chi getta le bombe per primo ha diritto a 5 contratti commerciali, chi esporta armi leggere a 15, chi commercializza armi pesanti a 20... più i consiglieri militari, più gli addestratori... munizioni a volontà: potrà mancare il pane in certe terre, ma a guardare guerrieri/terroristi/guerriglieri adornati di decine di caricatori, non mancano armi  e proiettili di ogni tipo.
C'è bisogno di un bel passo indietro, allora; anzi, di molti passi indietro per poter dare una soluzione a questo sfascio, a questa conflittualità.
Offrire ai popoli la dignità del pane quotidiano senza dover lasciare le loro terre.
Diversamente, insieme alle categorie sopra elencate, continueremo ad assistere all'assalto dei falsi profughi, assistiti dalla complicità delle falsa e dispendiosa 'accoglienza': saremo travolti e scalzati dai cercatori di facile fortuna, di facili ricchezze da conquistare senza troppi scrupoli, impegnati in una nuova corsa verso l'Eldorado.   Perché questo cerca la maggior parte di questi soggetti...il che in linea di principio non è biasimevole, anzi; ma in realtà. stiamo parlando di soggetti abituati all'assistenza, ad un minimo di sopravvivenza grazie al cibo ed ai medicinali distribuiti da camion ed elicotteri, che non appena sbarcano premono, pretendono, respingono i controlli, spesso sfasciano e distruggono (alla faccia della gratitudine!), smaniosi di prendere contatto sul territorio con chi li abbia preceduti.
E' così che nel buco nero della delinquenza comune (ma non solo...) spariscono minori, donne e uomini.  La più parte per alimentare la prostituzione, lo spaccio ed il consumo di droghe, la violenza attraverso furti, rapine e aggressioni...
Ecco perché spero che i Greci, oggi, uniscano il loro orgoglio alla disperazione di quell'Europa senza lavoro, senza prospettive, con milioni di famiglie preda della povertà e della disperazione, che cinici politici vogliono sacrificare preferendo loro i 'poveri che rendono'!
Questa Europa senza più valori veri, DEVE CAMBIARE, quindi!
O soccomberà: non ci sono vie di mezzo, alternative. E soccomberà per diventare Eurislam: come capacemente scriveva la bravissima e scomodissima Oriana Fallaci, per mano di chi continuerà a considerare le sue genti come 'infedeli' discendenti dei crociati, e le sue donne 'impure' e 'indegne' alla stregua della carne di maiale...  Pensate, la Germania fu una delle Nazioni che dischiarò per prima come i dispendiosi sforzi di integrazione sul proprio territorio erano da considerarsi falliti (la stessa cosa l'hanno poi toccata con mano in Francia e, in minor misura, in Inghilterra), e che si sarebbe dovuto investire su una società multirazziale, dove diritti e doveri fossero ben chiari a ciascuna delle parti.    Ora, si solleva nuovamente la bandiera dell'integrazione, del fallimento dichiarato a più voci!
Ma non c'è della diabolica perversione in quanto sta accadendo?
Per questo, io mi trovo a condividere la resistenza di LEONIDA, mentre in questa nostra ancora BELLA ITALIA c'è chi - con posizioni antistoriche e di retroguardia - ricorda il XX Settembre non tanto per commemorare quanti morirono per l'Unità d'Italia, quanto per celebrare il proprio laicismo, il proprio anticattolicesimo, il proprio stessi esistere!

Roma, 20 Settembre 2015                                          Giuseppe Bellantonio


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domenica 12 luglio 2015

IO STO CON LEONIDA...


... che alle Termopili - nel 480 a.C. - era a capo di una contingente greco di circa 5500 armati, resistette a carissimo prezzo alla enorme pressione sviluppata dalla grande armata guidata dal re persiano Serse, consentendo così ad Atene di potersi meglio difendere e respingere quindi l'invasore.

          Ecco, i Greci hanno recentemente compiuto una serie di atti che ricordano - per coraggio, dignità e senso della Patria - quello di Leonida: solo che, contrariamente a questi, i moderni cittadini dell'Ellade non hanno avuto alleati nelle fila di quel contesto di cui erano pur membri.

           Gli appoggi, a tempo scaduto, sono frutto di una intesa USA-Francia, entrambe preoccupate dal degenerare di una situazione che avrebbe potuto e dovuto essere risolta diversamente, e da tempo.

           Gli USA, partner significativi nell'ambito della NATO, temono che un cedimento della complessiva tenuta greca possa non solo aprire inediti scenari di partnership tanto con la Russia che con la Cina. ma anche una eccessiva flessione nella consistenza (per tagli ai relativi bilanci) dell'esercito greco tale da poter fare ipotizzare possibili ripercussioni sul confine con la Turchia. La Francia - che pure è riuscita, unica, a sforare il tetto massimo del deficit programmato in area UE - sostiene ora con più forza la Grecia, per così difendere se stessa; ma anche per aderire alle sollecitazioni di Washington per aiutare la Grecia in questo delicatissimo momento.

             Delicatissimo per tutti... Ma non per Berlino che, apparentemente, pensa solo a parlare di 'rigore' nulla cedendo a quelle critiche che si fanno sempre più aperte e cocenti nei suoi confronti.

            La Germania... Ma la Germania in quale misura esprime lo spirito europeista dei Padri Fondatori?
             La più parte degli osservatori ormai concorda che l'odierna Unione Europea poco ha a che vedere con l'antico spirito di questi Grandi.
             E la critica più aperta, dapprima a malapena confessata, poi affermata con sempre più marcata energia, è che la Germania - utilizzando soprattutto la leva economica-finanziaria, ma anche una leva politica costante quanto poco appariscente - bada solo ai suoi affari: gli affari e l'economia di una Nazione cui sono stati di fatto sottoposti - o sottomessi - gli altri Stati.
            Oltre lo scatto d'orgoglio della Grecia, Berlino in primis ha subìto l'onta del fallimento della politica imposta in ambito comunitario nei confronti dell'ormai incontrollata immigrazione di massa in atto sulle direttrici sud-nord e est-ovest: Budapest,  ha deciso di costruire una barriera che faccia cessare la massiccia immigrazione clandestina (in nome del mantenimento della propria identità nazionale), a Calais si assiste all'assalto dei tir per poter passare dalla Francia all'Inghilterra, in Italia è sotto gli occhi di tutti - ma non di chi ci governa - lo scempio delle città diventate bivacchi e dormitori all'aperto nel nome di un erroneo concetto di 'accoglienza' e di 'solidarietà' (concetti pienamente condivisibili sotto l'aspetto religioso, ma non sotto quello sociale: che, in quanto tale, deve tenere conto di tutti i fattori e di tutte le priorità della societas e della polis). Quante pacche sulle spalle ci hanno dato: 'bravi', ci hanno detto tante volte, 'generosi' è la qualità riconosciutaci.   
            Ma stiamo pagando a caro prezzo tutto ciò.
            Ma allora: non sarebbe più 'normale' cambiare la graduatoria di questa nostra 'solidarietà', di questa nostra 'accoglienza'?
            Per primi dovremmo aiutare i nostri concittadini italiani 'realmente' poveri, poi quelli più indigenti, quelli rimasti senza lavoro, quelli che cercano lavoro; esaurito ciò possiamo pensare anche a spezzare quel che resta del nostro pane con i famosi 'migranti'. 
             Che tali non sono.
             Sono 'migranti' quei gruppi, anche di diversa specie,   che partono da un luogo per migrare in altro luogo per poi tornare - anche periodicamente - nel primo luogo di partenza.
             Gli altri, nella migliore della ipotesi, sono emigranti: che pochissimo o nulla si lasciano alle spalle, se non le radici della loro terra natia; radici alle quali chi vuol veramente aiutare deve fare di tutto per far restare collegati a costoro, senza invogliarli ad affrontare altre incognite enormi: per loro stessi e per chi i accoglie.
            Ecco, allora: visto che siamo tutti 'Cittadini dell'Europa Unita' (sic!) dovremmo pensare ai nostro confratelli europei in difficoltà, o no?
            Se la Grecia sta affrontando una prova durissima, se il Popolo greco è realmente (ossia, al di là del panorama a tinte fosche che ne dipinge la stampa (manovrata?) allo stremo, perché non aiutarlo con generi di prima necessità e medicine: c'è e qual è la differenza tra uno dei tanti terremoti che hanno colpito disastrosamente l'Ellade e questo terremoto finanziario-economico?
            Se differenza c'è è solo nell'origine del disastro (ma non sugli effetti): in un caso è effetto della Natura, nell'altro dell'uomo; con l'aggravante che, nel secondo caso, altri piccoli uomini continuano a scuotere le fondamenta greche, cercando di non permettere ai Greci neanche di rialzarsi e riprendere l'equilibrio.
            La tecnica è sempre quella, adottata dagli scenari bellici: quella del 'secondo colpo'; il primo tramortisce, il secondo annichilisce (se non uccide).
            Quello che sta avvenendo non ci è del tutto sconosciuto: in Italia, valenti Magistrati e Forze dell'Ordine fronteggiano quotidianamente i fenomeni dell'estorsione e dell'usura, con tutte le loro implicazioni; ecco, ci vorrebbe il loro piglio per valutare se quello che sta subendo la Grecia (e che domani potrebbe colpire noi... o qualche altro Stato della UE) possa essere assimilabile a quelle fattispeci di reato.
            L'Italia subisce pesantissime perdite per le mancate esportazioni in Russia (sotto embargo... ma questa è un'altra storia), il nostro premier dice qualcosa di improntato alla mediazione politica e 'toc' parte la bacchettata di Obama: ma ecco che 'tac' la fatina germanica colpisce tutti di sorpresa stipulando un vantaggiosissimo accordo con la Russia.     Alla faccia delle sanzioni e dell'embargo (che vale però per tutti...meno che per Berlino)!
             Guarda caso, contemporaneamente, la russa Gazprom disdetta l'intesa con la nostra Saipem proprio mentre la prima piattaforma italiana si sta posizionando per iniziare le prospezioni in acque russe...  Lavoro perso, guadagni persi, per noi Italiani: guarda caso, quasi in contemporanea con il vantaggioso affare tedesco: possiamo dire o no, filosoficamente, che ciò sia da attribuire ai 'casi delle vita'?
              Non ho però sentito le strida di una qualche governante per questo scandaloso agire! Tutti sotto anestesia german-europeista?
             Questo episodio sembra proprio parente dell'altra scandalosa decisione comunitaria, più anti-italiana che altro: si potrà fare il formaggio...senza latte, bensì utilizzando la polvere di latte.   Che non è la stessa cosa.
              A me, uomo della strada, tutto sembra irreale: come se una mano invisibile ci schiacciasse da dietro la nuca, per impedirci di risollevarci.
             L'ultima novità è che, nel pacchetto per poter 'benedire' da Berlino l'aiuto in extremis alla Grecia, potrebbe entrare la concessione da parte di Atene di una vasta area portuale - gestita esclusivamente da Berlino, come fosse una sorta di enclave -, da utilizzare come fanno Russia e Cina con le loro due analoghe strutture portuali.
              Se mai ve ne fosse bisogno, conferme dell'agire tedesco: esistiamo solo noi, e gli altri si devono adeguare; e chi non è con noi, è contro di noi.
              Un elemento gravissimo, che - andando indietro nel tempo - risale all'esplodere della bolla speculativa USA con il dramma-truffa di mutui e c.d. 'derivati', è che non è stato adottato alcun meccanismo borsistico per bloccare sul nascere quella speculazione che si scatena in situazioni similari.
              Chi ha dato un eccellente esempio all'Occidente evoluto e capitalista? Pechino! I governanti cinesi hanno dimostrato in poche mosse non solo la loro capacità ma anche che - volendo - si può arginare la speculazione che si muove attraverso il sistema delle Borse.
              Ecco, parafrasando le recentissime (e per molti, scomodissime) parole di Papa Francesco, è la speculazione che emana quel tanfo greve che viene dallo sterco del Diavolo!

Roma, 11 Luglio 2015                                      Giuseppe Bellantonio


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venerdì 10 luglio 2015

LA MIA GRECIA

L'odierno numero de  "La Persona" - trimestrale del periodico "Il Riflettere" - organo ufficiale dell'A.I.A.C. (Associazione Internazionale di Apostolato Cattolico www.aiac-cli.org ) presieduta dall'eclettico Gennaro Angelo Sguro, è dedicato interamente alla Grecia.     La '...mia Grecia' come nostalgicamente ama porre l'accento il Presidente Sguro, ricordando le origini dei suoi Familiari.
Gli accenti sono ora accorati ora fortemente critici: ma domina una nota di profonda tristezza di fronte a quella che l'Autore non esita a definire una nuova barbarie.
Sottoponiamo volentieri l'articolo anche all'attenzione dei nostri Lettori, certi della loro attenzione a questa tematica più che attuale, contraddistinta da una carenza di obiettività nell'informazione per così dire 'ufficiale'.
Buona lettura, quindi.
Roma, 10 Luglio 2015                                       Giuseppe Bellantonio
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Cari Amici, Amiche e cari Lettori, la Grecia è stata deturpata come l'Italia dai nuovi barbari, che non mi sento di definire "politici".
I grandi Padri Fondatori dell'Europa hanno intuito dopo i massacri della II° Guerra Mondiale, l'indispensabilità di un’autentica Unione Politica, no quella odierna solo economica.
Bisogna ricordare quanto fu fatto a favore della Germania in termini economici per riunirla.
 
Sta di fatto che a prescindere dalle ruberie del politichese la Grecia non è un paese industrializzato e che la sua maggiore consistenza economica la trae dal
turismo.
 
Opportuno chiedersi ma è questa l'Europa che volevamo e che vogliamo? ...
Sono da sempre un convinto europeista, ma nel senso giusto e equilibrato: cosa inesistente oggi.
Ricordo tra l'altro la cosiddetta "Primavera Araba", che nulla ha avuto di primavera, se non la sistematica destabilizzazione del Mediterraneo.
L’esempio che l'Europa politica non esiste, basti ricordare la Francia che autonomamente (appoggiata dagli U.S.A.) si precipitò a bombardare la Libia.
Guasti che hanno lasciato le condizioni ideali per l'Isis che terrorizza e impera.
Ciò sembra non avere connessione sulla situazione Greca, ma fa capire che l'Europa non agisce insieme.
Così come l’Europa per i confini non accettando, come dovrebbe, le difficile problematiche dell'Italia che geograficamente ha confine sud nel Mediterraneo.
In Grecia sono state ridotti stipendi e pensioni e il Popolo è ormai alla fame. Bisognerebbe trovare un giusto e equo equilibrio per consentire la ripresa e la permanenza della Grecia in Europa. Ma credo che non ci sono né persone ne condizioni sopra accennate per un tale miracolo. Trovo l’attuale questione della Grecia importante e attinente al discorso politico-economico-finanziario.
 
Soprattutto per le possibili conseguenze a tutti i livelli finanziari mondiali. Ma questa è
un’altra storia. Infatti la Grecia non dovrebbe essere solo una questione di
denaro.

La domanda: “Si è chiesto l'occidente quale risultato darebbe oggi
questo referendum” ? … Credo che il risultato non sarebbe così scontato,
visto soprattutto le condizioni del popolo affamato nel corpo e quindi nella
dignità.

Quali sono e dove sono finiti i Diritti Umani? … Bisogna che in Europa
finisca il “RIGORE” e inizi la CRESCITA.
L'Europa suo malgrado dovrà a breve dare un seria e accettabile risposta di autentico cambiamento.

Vi chiedo è mai possibile lasciare la Grecia fuori dall’Europa? ...
Il mio profondo convincimento è NO! …
La mia Grecia è stata ed è la Patria della Politica, della Filosofia, della Matematica ecc.
Comunque vada ci ha donato una occasione molto importante, sia di Democrazia che di Libertà.
Basta in Europa scegliere, come spesso si è fatto fuori dal democratico voto popolare, le persone che
possono essere più idonee per perpetrare ingerenze, interessi e ingiustizie.
L'Europa suo malgrado dovrà a breve dare un seria e accettabile risposta di autentico cambiamento.

A quanto ammonta il debito culturale dell’Europa e del mondo verso la Grecia? …
La Giustizia non ha prezzo, ma ha solo bisogno di VERITA’! E la LOGICA è VERITA’, anche se oggi non usata e sconosciuta soprattutto dai burocratici e politichesi.
Grazie mia cara e amata Grecia per questa ulteriore lezione di Democrazia! … Amen! …

                                                                            Gennaro Angelo Sguro
                                                                                     Presidente
                                                          Associazione Internazionale di Apostolato Cattolico