Visualizzazione post con etichetta Giampiero Cannella. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Giampiero Cannella. Mostra tutti i post

lunedì 9 febbraio 2015

VENTI DI GUERRA


Gent.mi Lettori,
desidero segnalare alla Vs. cortese attenzione i contenuti di un interessante articolo scritto dal Dr. Giampiero Cannella per il sito 'Destra.it'.
L'articolo affronta da una diversa e particolare angolazione uno degli spetti del conflitto che vede comunque come protagonista la c.d. ISIS.
La lettura offrirà spunti di riflessione su una tematica certamente importante.
Di seguito il link per poter accedere direttamente alla pagina web:
http://www.destra.it/isis-orrore-integralista-ma-musulmani-non-sono-tutti-uguali/  
A quest'articolo ho proposto un mio modesto riscontro - visibile in calce allo stesso - domandandomi
come debba essere valutata e quindi interpretata realmente la lunga, lunghissima, crisi che attanaglia un'area sempre più vasta: dallo stretto di Gibilterra, passando per l'Africa mediterranea, il Medio Oriente, l'Ucraina.
Le diplomazie internazionali si dovrebbero interrogare - con la voce dei rispettivi Popoli - sul loro effetti vo ruolo, su cosa abbiano fatto e come, se avessero potuto operare diversamente e come, e quant'altro ...
Siamo realmente certi che le armi possano risolvere ogni problema? O ne creano altri?
Non è che il modo meno sbagliato di affrontare certe questioni - con tutti i "se" ed i "ma" che aleggiano su questo soggetto - sia quello posto in essere da Anonymous?
Ad esempio, ho avuto modo di dialogare con degli Ucraini i cui figli sono impegnati su fronti contrapposti: passato il primo momento, dove - specie per i modi ed i toni con cui la stampa occidentale dipingeva la vicenda - tutto sembrava "quasi" chiaro, ora la situazione sembra non sono meno univoca ma addirittura equivoca.   
Genitori preoccupatissimi per la vita dei rispettivi figli che - e chi può escluderlo? - potrebbero trovarsi uno di fronte all'altro con il dito sul grilletto, pronti a uccidere per non essere uccisi. 
Obbedendo a chi ha dato gli ordini.
Come accade in tutte le guerre.
Solo che, chi morrà, sarà forse morto per una Patria "incerta".
E chi sopravviverà, avrà forse il dubbio se ha ucciso qualcuno che conosceva, e se la parte per cui combatte sia quella giusta.
Già... combatte; ma siamo sicuri che sia il termine giusto? o quello più corretto è "lo fanno combattere"?
Grazie per la Vostra cortese attenzione e un cordiale saluto.

Roma, 9 Febbraio 2015                                                            Giuseppe Bellantonio

Nota del 14-2-2015 : a poche ore da una tregua - quella Ucraina - che si preannuncia già essere precaria, c'è da chiedersi con preoccupazione in che cosa consista realmente l'Europa Unita e come debba essere correttamente rappresentata e da chi; c'è da chiedersi che fine abbia fatto la sovranità degli Stati membri e - conseguentemente - quella dei Cittadini di ognuno di essi; c'è da analizzare con attenzione come si sia determinata la crisi Ucraina, le motivazioni delle parti in causa e quelle dei rispettivi sostenitori, e se è proprio inevitabile che un lungo conflitto si instauri in questa regione: così sommandosi a quelli già in corso e che infiammano parti importanti del Mondo anche a noi prossime - qui ricordo - da Gibilterra alla Libia, dall'Egitto allo Yemen, dalla Siria all'Ucraina. dall'Iraq all'Afghanistan...
Soprattutto mi interrogo se in realtà non vi siano macroscopici, perduranti ed esiziali  errori nella gestione della politica estera di Nazioni che - pur invocando temi importanti come "democrazia", "libertà", "pluralismo", "emancipazione", " diritti umani", "autodeterminazione" - danno il "disco verde" a chi adotti il loro stesso criterio di attribuzione  di valori (o almeno, faccia finta - con serietà - di adottarli), ed attribuiscano il "disco rosso" a chi possa pensarla diversamente.
Si possono eliminare le divisioni, le discriminazioni e quant'altro, creandone di nuove?
Continuo a sostenere che, nel prendere atto delle attuali condizioni del mondo, ogni Popolo, ogni Nazione, debba trovare in sé stessa la forza di regolarsi ossia auto-regolarsi ossia auto-regolamentarsi.  In politica si chiama "auto-determinazione", e credo che se dall'esterno non vi sia chi - a torto od a ragione - "soffi sul fuoco", continui ad essere l'unico modo per un Popolo di trovare, o ri-trovare, la propria dimensione reale.  
Le armi risolvono ben poco, salvo il creare sacche di soggetti che sparano su altri e che - un domani - potrebbero rivolgere quelle stesse armi verso chi, magari, le abbia fornite.
Certo è più sbrigativo mandare armi (specie se i destinatari possano stare dal lato opposto del Mondo) piuttosto che non battersi veramente e quindi con ogni mezzo per la Pace ( che so, anche stabilendo specie di cordoni-sanitari attorno ai focolai di guerra affinché questa non si dilati, adoperando unicamente le risorse disponibili attraverso l'ONU, con i suoi "caschi blu" di interposizione, creando blocchi informatici per l'uso di macchine belliche, ecc.).
Siamo certi che questo sia il modo migliore o unico per abbattere le tirannie, per aiutare le Genti più povere?
Gli interrogativi crescono ogni giorno di più, specie in chi - in questa nostra bella e stremata Italia - si confronta con la realtà imposta dalle difficoltà  quotidiane ed il balletto di chiacchiere e di pessimi comportamenti che continua a venire da un mondo sempre più lontano dal reale: quello della politica.
Oggi, gli stessi soggetti che fino a quindici, venti, giorni fa ci assicuravano che l'Italia non corre che modesti rischi a causa di possibili azioni terroristiche, pur con parole delicate e prudenti indicano sempre più marcati i rischi che provengono dai bacini di coltura del terrore e, in particolare, dalle emigrazioni di massa con sfogo sull'asse Sud-Nord.      Sono gli stessi allarmi (non raccolti) che tanta parte d'Italia ha lanciato già da tempo: così che non si possa escludere (ma, anzi, potrebbe essere considerato più che possibile) che le feroci componenti che inneggiano alla violenza e alla rivoluzione attraverso l'uso delle armi, oggi sulle coste della Libia, nel momento in cui minacciano l'Italia e lo Stato della Città del Vaticano, ma anche San Marino (quindi tre Stati: praticamente guardandoci negli occhi, attraverso i pochi Kilometri di mare che ci separano) che possano già fare affidamento su soggetti già stabilitisi più o meno clandestinamente nel nostro Paese grazie ai massicci flussi di così detti "migranti" collegati con loro.    Mi riferisco in special modo a quelli fuggiti dai Centri di temporanea accoglienza senza poter essere stati filtrati dalle Autorità preposte alla Pubblica Sicurezza. 
E' lecito chiedere al nostro Governo, proprio perché in presenza di un palese e forte pericolo, che venga immediatamente rivisto il nostro approccio con la questione dei c.d. "migranti" (che tali non sono: il migrante è colui che lascia temporaneamente la sua terra di origine, non chi l'abbandona definitivamente), dichiarando a gran voce la cessata tolleranza ad accogliere altri sbarchi proprio in funzione di un pericolo incombente sovrastante ogni possibile valutazione umanitaria: se azione umanitaria deve essere espletata (cure o altro) dovrà essere ridotta al tempo clinico obiettivamente necessario per poi reinviare i soggetti nel paese di provenienza (quello da cui è partito il mezzo clandestino): così come deve essere impostata una immediata azione, non violenta, di contrasto all'immigrazione incontrollata e incontrollabile di natura clandestina.
Dobbiamo proteggerci in questa fase, e non possiamo aspettare che lo faccia una Unione Europea tiepidissima sul tema e palesemente inadeguata in questa fase, dopo la cessata (e anche nobile) parentesi italiana di Mare Nostrum.
E il proteggersi dalla fattispecie terroristica non conosce mezze misure.
E' proprio la Russia, oltre agli Stati Uniti,  una delle Nazioni che ce lo insegnano con maggiore importanza: tolleranza "zero".    Niente buonismi o pietismi (spesso ipocriti): basta camminare per le strade d'Italia per vedere come si stia stravolgendo la realtà etica del nostro Paese, a vantaggio di comunità che in ogni caso si chiudono formando piccole enclave, ancora una volta a conferma che il cavallo dell' "integrazione" non è mai andato al galoppo né al trotto, ed anzi si è azzoppato da tempo.
Se mai, si deve parlare ormai di società "multietnica", originata dall'evolversi di un Mondo (purtroppo?...) globalizzato, rapido nelle sue continue mutazioni (spesso poco controllate e controllabili, ma sicuramente strumentalizzate), perennemente connesso, 24 h. al giorno.
Ecco che allora quella tolleranza che sconfina nella "tolleranza dell'abuso altrui" non può essere più esercitata: chi è in Italia DEVE adeguarsi alle nostre Leggi, rispettandole.   Non si possono sempre e solo pretendere diritti: ancor prima di essi vengono i doveri ed il loro rispetto, poiché se non si rispetta non si può pretendere dio essere rispettati.
Roma, 14 Febbraio 2015  h. 23,55                                Giuseppe Bellantonio
  


PER  UNA  STAMPA  LIBERA  E  INDIPENDENTE
FOR   AN   INDEPENDENT  AND FREE  PRESS
POUR  UNE  PRESSE  LIBRE  ET  INDEPENDANTE


Disclaimer / Avviso 1
L'autore nonché titolare dei diritti e dei doveri relativi alla gestione di questo blog rende noto a tutti gli effetti di Legge quanto segue: 1) tutti i diritti di proprietà artistica e letteraria sono riservati. Ai sensi dell'art. 65 della Legge 22 Aprile 1941 n° 633, è vietata la riproduzione e/o diffusione totale o parziale - sotto qualsivoglia forma - senza che vengano citati il nome dell'autore e/o la fonte ancorché informatica.
2) E' vietato trarre copie e/o fotocopie degli articoli/interventi contenuti nel presente blog - con qualsiasi mezzo e anche parzialmente - anche per utilizzo strettamente personale/riservato.
Disclaimer / Avviso 2
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. I commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla privacy, potranno essere rimossi senza che per ciò vi sia l'esigenza di prendere contatto anche preventivo con gli autori.
Nel caso in cui in questo blog siano inseriti testi o immagini tratti dal web, ciò avviene considerandoli di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione fosse tutelata da possibili quanto eventuali diritti d'autore, gli interessati sono pregati di comunicarlo via e-mail al recapito giuseppebellantonio@infinito.it al fine di procedere alla opportune rettifiche previa verifica della richiesta stessa. L'autore di questo blog, confermando di voler operare nel pieno rispetto delle norme di Legge in vigore, esprime anche la volontà di operare in armonia con le nuove norme entrate in vigore il 1° Aprile 2014 ed emanate dalla AGCOM, relativamente all'introduzione di nuove norme sul copyright digitale e online.
Lo stesso dicasi per gli articoli cui viene dato spazio ed a firma di soggetti terzi: a tale riguardo, la responsabilità dei contenuti è esclusivamente in capo ad ogni singolo Autore mentre il gestore del presente blog si riserva il diritto non sindacabile di emendare ovvero cassare preventivamente quei contenuti che possano essere ritenuti lesivi e/o volgari e/o offensivi e/o denigratori specie nei confronti dell'altrui dignità e/o immagine pubblica.
L'autore del blog non è responsabile della gestione dei siti collegati ovvero collegabili tramite eventuali link né dei loro contenuti, entrambi suscettibili di variazioni nel tempo.
Oltre ciò - specie per le parti informative a contenuto storico e/o divulgativo - i Lettori, ovvero quanti comunque interessati alla materia, che possano ritenere ciò utile e opportuno, potranno suggerire delle correzioni e/o far pervenire qualche proposta. Proposte che saremo lieti di valutare ed elaborare.

sabato 21 giugno 2014

SOLSTIZIO D'ESTATE 2014


21 Giugno, la giornata più lunga dell’anno ma anche la notte più breve.
Solstizio d'Estate di questo anno 2014.
Giornata prossima alla celebrazione del San Giovanni Battista, ma anche contigua alla celebrazione eucaristica che Papa Francesco presiederà  sul sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, a Roma, per il Corpus Domini.
Intense, intensissime energie, che si fondono pur nella diversità del sentire individuale, della diversità di carismi, di spessore dei significati pur se simbolicamente attribuiti.
Energie, vibrazioni, che dalla Terra salgono al Cielo e da questo ridiscendono in modo concentrato e quindi rafforzato per penetrare nella profondità dell'animo umano, prediligendo chi già è in vibrante sintonia spirituale, ideale e cerebrale, con l'Uno ed in armonia con il Tutto.
Le maggiori ricorrenze dei Popoli - e quindi anche le forme/espressioni religiose da essi prescelte - trovano molto, molto spesso radici comuni, antichissime; radici che, purtroppo, non sono note a tutti: perché, altrimenti, gli esseri umani sarebbero più consapevoli della loro unicità, e forse sarebbero più attenti alle forti ma silenti esigenze dello spirito piuttosto che non sempre più attaccati ad un secolarismo che si sta dimostrando solo apparentemente progressista, ma che in realtà è distruttivo di valori e propagatore di materialismo.
E credo che mai come in questa fascia temporale, a ridosso della fine del XX° secolo e in questi primi anni del XXI° secolo, il disordine, l'indisciplina e l'insofferenza, il rifiuto delle regole, la confusione e le guerre, stiano segnando profondamente la vita di tanti, troppi, Popoli.
Ecco allora che, ai miei Lettori, desidero proporre  non le usuali considerazioni riservate in chiave simbolico-esoterica al Solstizio d'Estate - "sol stat" dicevano gli antichi latini, ossia "il sole sta", "il sole è/sta fermo" -; non i richiami di ancestrale memoria alle danze  intorno ai fuochi, per allontanare le paure del cuore e della mente saltando attraverso le fiamme o inebriandosi di danze, vino e suoni emozionali; non le citazioni dei costumi delle varie Terre, o i richiami agli usi rituali di antichissime civiltà; oggi desidero proporre - per gentile concessione dell'Autore - un articolo scritto qualche anno fa per un'importante testata nazionale dal giornalista e uomo di cultura Giampiero Cannella.
In quest'articolo, trovano posto interrogativi e riflessioni che gravitano intorno al mistero di Castel del Monte ed alla stessa figura di Federico II°, lo Svevo, lo Stupor Mundi: un personaggio affascinante il cui studio riserva sempre sorprese.
Buona lettura, quindi, e che questo momento solstiziale doni a tutti Luce, Calore, Energia.
Nel segno della Pace e dell'Amore universali; quelli che permeano la Nuova Armonia Universale, che è  oggi il cuore della mia personale ricerca, ricca dei contenuti tutti già da me espressi qualche tempo fa nell'aderire alla costituzione della Confraternita Federiciana.
 
Roma, 21 Giugno 2014 h. 12,51                      
                                                        Giuseppe Bellantonio 
 
-------------------------------------
 
CASTEL DEL MONTE
 
Otto lati e otto torri ottagonali.
 
Un prisma di pietra isolato, costruito su di un colle della Murgia pugliese là dove la logica lo negherebbe, affascina da quasi ottocento anni viaggiatori e studiosi.
 
Dal 1240, data di inizio della sua costruzione, Castel del Monte resta muto testimone della sua storia e geloso custode dei suoi misteri.
Residenza per il ristoro e la rappresentanza di Federico II al pari dei "solatia" normanni di Palermo, castello destinato ad ultima dimora dello Stupor mundi, avveniristico tempio di una religiosità laica incarnata dall'imperatore svevo.
Le tesi, anche le più fantasiose, si rincorrono e si sovrappongono da secoli. Ma il fascino austero e misterioso dell'opera fortemente voluta dall'Hohenstaufen resiste all'usura del tempo. Ed è sulla sua enigmatica struttura geometrica, "sulla assoluta razionalità costruttiva e concettuale dell'edificio e quella che pare, e per molti versi è, la sua inutilità sul piano pratico e funzionale" che si interroga lo storico Franco Cardini nel suo "Castel del Monte" (edizioni il Mulino).

Costruito in circa sei anni a pochi chilometri da Andria, posto a 540 metri sul livello del mare, l'imponente castello ottagonale sembra non avere un perché.
Il sito non rappresenta un nodo strategico tale da giustificare la presenza di una costruzione peraltro del tutto sprovvista di fossato o mura esterne, strutture difensive tipiche delle fortezze medievali.
Federico II, inoltre, nonostante avesse commissionato il palazzo, disegnando forse egli stesso la pianta, non lo vide mai.
Non si hanno storicamente tracce, infatti, di passaggi dell'Imperatore da Castel del Monte, tranne che nel 1240, anno di inizio dei lavori, in cui vi fece tappa per qualche giorno.
A suscitare le perplessità di alcuni studiosi su di una destinazione residenziale del castello, tra l'altro, l'assenza di ambienti di servizio al suo interno. Certo è che anche visivamente la pianta ottagonale del palazzo al cui interno si apre un cortile della stessa forma, forse in passato parzialmente occupato da una vasca anch'essa di otto lati, e le sedici stanze disposte su due piani, qualche dubbio sulla sua abitabilità lo generano. Anche se, ipotizza Cardini, non si può escludere a priori la presenza, all'esterno dell'edificio, di strutture destinate ad ospitare cucine, scuderie e personale di servizio.

Eppure l'aura magica che circonda Castel del Monte non si dirada con le spiegazioni razionali. La sua pianta rimanda a significati simbolici ed esoterici che affondano nell'immaginario arcano dell'Europa del primo millennio.
D'altronde è la controversa e per certi versi ancora misteriosa personalità di Federico, "campione" del Sacro Romano Impero e "Sultano battezzato" a permeare le pietre, le sale, gli spazi del castello.

I più arditi, spiega lo storico nel suo libro, hanno paragonato la costruzione pugliese alle piramidi, alle cattedrali di Francia, alla Cupola della Roccia, al Taj Mahal, al Tempio del Cielo di Pechino, ai resti del grande osservatorio astronomico di Samarcanda.
Pur senza indugiare in voli di fantasia, non si può negare che il simbolismo è presente in ogni dettaglio strutturale del castello. A cominciare dal dedalo di disimpegni e percorsi obbligati per accedere alle sue sale. Un disegno labirintico che ricalca quello della cattedrale di Reims, anch'esso ottagonale, e di altre grandi cattedrali medievali. Un'allegoria, "simbolo del pellegrinaggio a Gerusalemme - scrive Cardini - e del cammino dell'umana vita che, se percorso alla luce della fede non poteva indurre in errore".
Ma sempre all'interno delle sale trapezoidali sui capitelli, sulle volte delle ripide scale a chiocciola delle torri, figure antropomorfe, "mostri" di pietra, immagini grottesche e inquietanti tra le quali spiccherebbe, azzardano alcune scuole di pensiero, l'immagine di Baphomet, la segreta divinità del sincretismo templare alle cui fascinazioni lo Svevo non fu insensibile.

Ad alimentare le ipotesi più suggestive su Castel del Monte però è il numero-base della sua forma, della sua pianta: l'otto.
L'otto rappresenta per tutti i popoli antichi una cifra carica di significati simbolici: archetipo dei misteri cosmico-astrologici o della vita stessa. Dalla civiltà cristiana a quella araba, la presenza del numero è sempre stata associata al "ponte" tra l'immanente e il trascendente, passepartout  per il soprannaturale.
In quanto somma dei tre numeri-cardine 1, 3, e 4 indicanti l'Unità, la Trinità e la Materia (fatta dai quattro elementi empedoclei: fuoco, aria, acqua e terra) rappresenta "il numero complessivo dell'universo e del rapporto tra Dio e il Creato", ci ricorda Cardini.
Esso simboleggia inoltre la Resurrezione di Cristo, in quanto unione, secondo i Padri della Chiesa, dei sette giorni della Creazione con l'ottavo, quello appunto dell'ascesa al Cielo del Figlio di Dio che può essere anche interpretata come compimento di un percorso iniziatico di Salvezza, (da qui la forma architettonica ottagonali dei battisteri del Medio Evo).
E ancora, l'otto nasce dall'intersezione di due figure geometriche-simboliche, il cerchio e il quadrato, immagini rispettivamente della perfezione divina e di quella umana e quindi, per trasposizione, simbolo del Cristo come Dio fatto Uomo.
Il numero "magico", inoltre si riscontra nella rosa dei venti, che ha otto punte ad indicare le direzioni cardinali della Terra;  otto erano le figure divine primordiali secondo i sacerdoti egizi di Che-menu;  otto sono i raggi della ruota al centro dei quali siede il Buddha; otto volte otto, cioè sessantaquattro, sono gli esagrammi dello I-Ching.

I sostenitori della tesi secondo la quale il castello sarebbe in realtà un tempio iniziatico voluto dal "Sultano battezzato" come omaggio sincretistico all'incontro tra l'Islam e il Cristianesimo, fanno notare che il palazzo delle Murgie ha la stessa struttura del Templum Domini, cioè la Cupola della Roccia moschea del Califfo Umar costruita in prossimità del Tempio di Salomone.
Un luogo, questo, effettivamente visitato da Federico II nel 1229 e che, raccontano le cronache dell'epoca, destò molto interesse nello Svevo.
Altri hanno chiamato in causa il Mandala (in sanscrito "cerchio"), immagine di origine indo-buddhista dai molteplici significati. La figura rappresenta un quadrato con un cerchio al centro e otto raggi rivolti verso i quattro punti cardinali e le posizioni intermedie. Nella civiltà orientale i Mandala servono alla meditazione e al raggiungimento della serenità e dell'equilibrio interiore: nel caso dell'Imperatore essi potrebbero alludere all'equilibrio necessario per governare un regno con giustizia.
E' curioso notare, inoltre, che un anello dalla forme analoghe a quelle mandaliche, fu trovato al dito dello Stupor mundi nel 1782, in occasione della prima ricognizione nel sarcofago che a Palermo contiene le spoglie dell'Hohenstaufen.  Il frate Rosario Gregorio, scrupoloso testimone dell'epoca, racconta e descrive un gioiello formato da otto petali attorno a uno smeraldo centrale.
Ottagonale, comunque, è anche la pianta della Cappella palatina di Aquisgrana, fatta costruire da Carlo Magno e luogo cult dell'Impero, dove lo stesso Federico fu incoronato, e otto lati ha la Reichskrone, l'unica corona con questa forma esistente al mondo, deposta sul capo del nonno dello Svevo, Federico I Barbarossa.

Tutte analogie che rimandano certamente ad un principio comune.   Ma Franco Cardini nel suo "Castel del Monte" non si lascia coinvolgere dalla facile tentazione di cercare spiegazioni fantasiose o irrazionali a tutti gli interrogativi.
La costruzione pugliese, insomma, secondo lo storico del Medio Evo, potrebbe essere il monumento alla "sacralità" dell'Imperatore.
La posizione stessa di quella che sarebbe la sala del trono, con la sua esposizione ad Est, lascia immaginare lo Stupor mundi illuminato dalla luce del sole che nasce di fronte a lui come "il Cristo delle cattedrali splendente sull'altare".
Se a ciò si somma il significato del numero otto come simbolo della Resurrezione del Nazzareno, si ha una percezione immediata della figura del Sovrano come Vicario di Cristo, Pontefice nel senso classico di "ponte" tra il sensibile e l'ultra-sensibile.

E per concludere, un altro singolare aspetto.
Narrano gli storici dell'epoca, che Federico II in vita fosse stato accompagnato da una profezia forse rivelatagli dall'amico astrologo e alchimista Michele Scoto. "Morirai sub flore" diceva l'oracolo che rivelava l'anno e il luogo della morte dello Svevo. 
In effetti Federico terminerà i suoi giorni a Castel Fiorentino nel 1250 (1+2+5+0=8).
E la somma delle facciate del palazzo delle Murgie, comprese le otto torri ottagonali, fa 56, esattamente gli anni di vita dell'Imperatore.
 
Una coincidenza.  
 
Forse. 
                                                                 Giampiero Cannella    
----------------------------

Disclaimer / Avviso 1
L'autore nonché titolare deDi diritti e dei doveri relativi alla gestione di questo blog rende noto a tutti gli effetti di Legge quanto segue:
1) tutti i diritti di proprietà artistica e letteraria sono riservati. Ai sensi dell'art. 65 della Legge 22 Aprile 1941 n° 633, è vietata la riproduzione e/o diffusione totale o parziale - sotto qualsivoglia forma - senza che vengano citati il nome dell'autore e/o la fonte ancorché informatica.
2) E' vietato trarre copie e/o fotocopie degli articoli/interventi contenuti nel presente blog - con qualsiasi mezzo e anche parzialmente - anche per utilizzo strettamente personale/riservato.

Disclaimer / Avviso 2
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. I commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla privacy, potranno essere rimossi senza che per ciò vi sia l'esigenza di prendere contatto anche preventivo con gli autori.
Nel caso in cui in questo blog siano inseriti testi o immagini tratti dal web, ciò avviene considerandoli di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione fosse tutelata da possibili quanto eventuali diritti d'autore, gli interessati sono pregati di comunicarlo via e-mail al recapito giuseppebellantonio@infinito.it al fine di procedere alla opportune rettifiche previa verifica della richiesta stessa.

L'autore di questo blog, confermando di voler operare nel pieno rispetto delle norme di Legge in vigore, esprime anche la volontà di operare in armonia con le nuove norme entrate in vigore il 1° Aprile 2014 ed emanate dalla AGCOM, relativamente all'introduzione di nuove norme sul copyright digitale e online.
L'autore del blog non è responsabile della gestione dei siti collegati ovvero collegabili tramite eventuali link né dei loro contenuti, entrambi suscettibili di variazioni nel tempo.
Oltre ciò - specie per le parti informative a contenuto storico e/o divulgativo - i Lettori, ovvero quanti comunque interessati alla materia, che possano ritenere ciò utile e opportuno, potranno suggerire delle correzioni e/o far pervenire qualche proposta. Proposte che saremo lieti di valutare ed elaborare.