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mercoledì 4 aprile 2018

IL DIVERSO CRISTIANESIMO DI ROMA CREA SCONCERTO E DUBBI.





















Dichiarazioni, azioni, prese di posizione, comunicati, notizie, e soprattutto fatti... 
I Cristiani - e soprattutto la comunità Cattolica - sono sottoposti da qualche tempo ad un vero e proprio bombardamento. 
Cui non sono estranee anche le notizie di massacri, violenze, intolleranze e insofferenze a danno dei Cristiani, nel Mondo.
Se prima la Fede era un'ancora cui riferirsi ed aggrapparsi nei momenti più difficili attraversati dalle persone e dai popoli, oggi un certo qual sconcerto fa divenire contraddittorie talune circostanze, andando a costituire così persino elemento di disturbo per l'esercizio della propria Fede. 
Quantomeno, così come essa è stata impostata seguendo i classici canoni che per secoli ne hanno costituito sicuro riferimento, specie se le si accostano i testi canonici di Vangelo e Bibbia, come pure le norme emanate per i Fedeli Cristiani dalle autorità più ed elevate ed eminenti della loro assemblea di fedeli.
Sono in molti a 'non capire', a 'non capacitarsi', a 'non credere' a ciò che avviene e, soprattutto, a chiedersi sempre più fermamente 'perchè': domanda cui segue il rituale 'cui prodest?'.
L'articolo qui riproposto ed a firma del giornalista Magdi Cristiano Allam, potrà attirare considerazioni persino contrastanti, ma è fuor di dubbio che propone riserve e quesiti di tutto rilievo, sostenuti da fatti.  
Non si tratta quindi di interpretazioni di parte, fors'anche intrise da una qualche possibile vis personale o altro: si tratta di fatti.
Abbiamo troppo rispetto per i nostri Lettori per aggiungere o sottrarre alcunché al testo, ovvero per fare un qualche commento.
Lasciamo alla loro intelligenza, alla loro analisi, valutare e trarre le proprie libere, autonome, impressioni.
Roma, 4 Aprile 2018
G. Bellantonio
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Magdi Cristiano Allam

Papa Francesco ha nuovamente baciato i piedi di due carcerati musulmani. Mi auguro che capisca che per loro significa sottomettersi all’islam. In quest’epoca di decadenza, il Papa dovrebbe prodigarsi per salvare la civiltà cristiana su cui si è fondata l’Europa

Buongiorno amici. Scusatemi ma io non ce la faccio proprio ad accettare l’immagine del Papa che lava e bacia i piedi dei carcerati musulmani. C’è qualcuno tra i suoi collaboratori in grado di spiegargli che un Papa che bacia i piedi dei musulmani per loro significa che si sottomette all’islam? Ma soprattutto il Papa dovrebbe sapere che la sua missione è di convertire anche i musulmani alla fede cristiana, non di legittimare l’islam a prescindere da ciò che Allah prescrive nel Corano, da ciò che ha detto e ha fatto Maometto, da ciò che da 1400 anni i musulmani perpetrano per sottomettere anche l’Europa all’islam.
Ancora una volta ieri, nel rito della lavanda dei piedi del Giovedì Santo, Papa Francesco per la sesta volta dall’inizio del suo pontificato, ha lavato i piedi a dodici detenuti, questa volta del carcere romano di Regina Coeli, e tra loro c’erano due musulmani.
Io non sono un teologo cattolico ma da cristiano per scelta, dopo essere stato musulmano per 56 anni, mi permetto di far rilevare a Papa Francesco cinque realtà. Le realtà si sostanziano di fatti. E i fatti sono fatti.
Innanzitutto Allah nel Corano e Maometto nei suoi detti e nei suoi fatti condannano di miscredenza l’ebraismo e il cristianesimo, legittimano l’uccisione degli ebrei e dei cristiani, ordinano ai musulmani di combattere fino a quando l’islam non sottometterà l’intera umanità. Pertanto il Papa che va a baciare i piedi di un musulmano, dal loro punto di vista, è la conferma della sottomissione del cristianesimo all’islam. Nessun musulmano bacerebbe mai i piedi, ma neppure le mani, di un ebreo o di un cristiano perché sarebbe un tradimento dell’islam.
«O voi che credete, non sceglietevi per alleati i giudei e i nazareni, essi sono alleati gli uni degli altri. E chi li sceglie come alleati è uno di loro. In verità Allah non guida un popolo di ingiusti...» (5, 51)
«Sono certamente miscredenti quelli che dicono: “Allah è il Messia, figlio di Maria!”. Mentre il Messia disse: “O Figli di Israele, adorate Allah, mio Signore e vostro Signore”. Quanto a chi attribuisce consimili ad Allah, Allah gli preclude il Paradiso, il suo rifugio sarà il Fuoco. Gli ingiusti non avranno chi li soccorra!..» (5, 72)
«Combatteteli finché non ci sia più politeismo e la religione sia tutta per Allah...» (8, 39)
In secondo luogo, sempre al riguardo del comportamento nei confronti dei nemici del cristianesimo, il Papa farebbe bene ad approfondire la realtà del comportamento di San Francesco d’Assisi, da cui ha preso il nome papale, che nel 1219 a Damietta incontrò il Sultano d’Egitto Malik al Kamil e gli chiese di convertirsi al cristianesimo. San Francesco era al seguito della Quinta Crociata indetta da Papa Onorio III per recuperare Gerusalemme caduta nelle mani degli islamici.
In terzo luogo, Gesù lavò i piedi ai suoi dodici apostoli, non ai suoi nemici. E lo fece per far loro comprendere che il migliore degli apostoli sarà il più umile.
« Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto Io, facciate anche voi. » (Giovanni 13,12-15)
In quarto luogo, Gesù non esitò a impiegare la forza per cacciare i mercanti dal Tempio, concepiti come nemici della vera fede in Dio. Così come si sottomise alla condanna a morte tramite crocifissione ordinata dal Governatore romano Ponzio Pilato. L’insistenza con cui Papa Francesco immagina un’umanità affrancata dalla violenza, concepisce la pena detentiva come puramente rieducativa e non sanzionatoria di un reato perpetrato, sottintende l’immagine dell’uomo come naturalmente buono e prefigura un modello di società tollerante e comprensiva anche nei confronti dei crimini più efferati. Eppure lo stesso Stato del Vaticano adottò la pena di morte fino al 2001.
In quinto luogo Papa Francesco dovrebbe sapere che l’islam è sempre stato il nemico storico dell’Europa da 1400 anni. Possibile che non sappia che persino le Mura che cingono lo Stato del Vaticano, che si chiamano Mura Leonine perché furono edificate dal Papa Leone IV nell’847, furono edificate un anno dopo la seconda invasione islamica di Roma e il secondo saccheggio della Basilica di San Pietro (la prima volta fu nell’830), perpetrando delle atrocità tra la popolazione romana?
Concludo auspicando che ci sia qualcuno in seno ai vertici della Chiesa, che abbia l’onestà intellettuale e una fede cristiana integerrima, in grado di far capire a Papa Francesco di smetterla di lavare e baciare i piedi ai musulmani e, piuttosto, di prodigarsi per la loro conversione alla fede in Gesù Cristo. In ogni caso, in questa fase storica cruciale, in cui l’Europa decadente rischia di scomparire e di essere sottomessa all’Islam, un Papa dovrebbe ergersi a difensore della civiltà cristiana su cui si è fondata l’Europa. Forse servirà un miracolo. Ma se si crede nella Resurrezione di Gesù, si deve credere anche nei miracoli.

lunedì 11 febbraio 2013

BENEDETTO XVI: UN PAPA, UN UOMO


Quanto comunicato oggi da S.S. Benedetto XVI° trascende la cronaca quotidiana, rivestendo una rilevanza epocale.
Poco importa se in molti cercheranno di stimolare ovvero offrire chiavi di interpretazione alle dimissioni offerte dal Pontefice; il dato reale, oggi e nel tempo, è il senso di smarrimento che pervade i fedeli della chiesa Cattolica.
Ma sarebbe sbagliato non tenere in debito conto che l'evento coinvolge - pur se con riferimenti diversi - tutta la Cristianità ed il Mondo intero nella sua chiave sociale e politica.
Ammesso e non concesso che a fronte di questa sofferta, coraggiosa e complessa decisione possano esserci altre e diverse motivazioni di tipo collaterale, potremo forse soddisfare la nostra curiosità tra qualche decennio.  Quindi, un esercizio del genere, pur se comprensibile, è a mio avviso poco utile, oggi.
Ma quello che resta, all'evidenza dei nostri sensi, é la realtà di un Padre Santo che ha voluto ricordare al Mondo, con il Suo gesto al limite della temerarietà ed oltre ogni concezione fideistica di "umano coraggio", la grande statura del Suo essere e voler essere "anche" Uomo.
Un Uomo che - fors'anche implicitamente - con il Suo atto ha tracciato un esemplare percorso per quanti in futuro seguiranno nel ricoprire questa Altissima Dignità.
Un Papa ed un Uomo perfettamente consapevoli delle grandi sfide - anch'esse epocali -  che il Mondo, che i Popoli del Mondo, stanno affrontando e che - forse ancora più pesanti - affronteranno in un prossimo futuro.
Un Papa ed un Uomo che hanno dovuto affrontare, al pari di tutti i fedeli che si riconoscono nel Cristianesimo, la traumatica e cruenta realtà delle feroci persecuzioni contro i Cristiani. 
Un Papa ed un Uomo perfetti conoscitori dei Valori e degli Insegnamenti che la Dottrina Teologica ha in sé e per sé. 
Nel mio personale sentire, il gesto compiuto dal Papa si scolpisce nei nostri cuori come un grande Dono fatto da un Pastore che, per amore del Gregge affidatogli - e che a Lui si è affidato -, ha voluto fare un passo indietro per passare il "testimone" a chi, fors'anche con energie fisiche più fresche, potrà imprimere maggiore velocità ad azioni e mutamenti anche profondi nella Chiesa.
Un atto d'amore ed un sacrificio - ossia, un atto contraddistinto dal valore di fare un qualcosa di incommensurabile significato e contenuto, di sacro - non certo una rinuncia per abbandonare quanti si sono affidati alla Sua Guida Spirituale!
Penso che la Croce possa essere abbracciata e portata in tanti modi, e "sento" dentro di me che il gesto di Papa Benedetto XVI° ha queste prerogative.
Mi auguro che tutti i Cattolici sappiano cogliere in questo avvenimento - come dicevo - epocale, il giusto stimolo per fermarsi e riflettere come non mai: concentrandosi nella preghiera; una preghiera che, in quanto collettiva e coincidente nei tempi, possa contenere istanze ed energie tali da acquistare una straordinaria forza e grandi, positivi, poteri.
Non solo attivi attraverso la preghiera, quindi,  ma anche attraverso le loro decisioni e le loro scelte, che sono poi le scelte di ciascuno di noi: ed è attraverso queste che si costruisce giorno dopo giorno "il" futuro.
Non una "avventura" chiamata futuro.
Grazie, Papa Benedetto, per aver condiviso con noi questo breve percorso terreno, quale guida della Chiesa Cattolica,  e grazie per quanto - anche quale semplice Sacerdote - potrà fare anche nel silenzio attivo della contemplazione e della preghiera!
 
11 Febbraio 2013                                              Giuseppe Bellantonio
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