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domenica 17 luglio 2016

MOSTRA COLLETTIVA A NEMI


Il 15 Luglio – a NEMI, nella Sala delle Armi di Palazzo Ruspoli, messa a disposizione dall’omonima Amministrazione Comunale –, l’ACCADEMIA DI ALTA CULTURA ha inaugurato un Mostra Collettiva di pittura, scultura e fotografia, seguendo le linee guida del MANIFESTO PER L’ARTE formulato e divulgato agli inizi di quest’anno dalla medesima Associazione.  Numerosi, di ottima esperienza e molto apprezzati gli Artisti espositori:   Pino ALLAMPRESE, Rita 'Marinella' BELPASSO, Wanda BETTOZZI, Marco BORDIERI, Adriano CIPOLLETTI, Rosanna DELLA VALLE, Laura DESIDERI, Mariastella GIORLANDINO, Valerio GIUFFRE', Paola GIUSTINI, Andrea ISIDORI, Rosalinda LONGO, Stefano MASCIOLI, Ilenia MASSAI, Monica MELANI, Adamo MODESTO, Roberta MUCCI, Stefania NICOLINI, Massimo PATRONI-GRIFFI, Luca PUGLIA, Carmelo RANDAZZO, Rosa ROBERTI, Leonardo SERAFINI, Patrizia SIMONETTI, Gennaro Angelo SGURO, Aleksandar STAMENOV, TIFFANY by Masha SIRAGO.
Come si noterà, significativa la presenza femminile: una sottolineatura voluta dalla Presidenza dell'Accademia e dalla Rappresentante Addetta per l’Arte per l'anno 2015-2016 – Prof. Rosanna Della Valle, che ha seguito la direzione della manifestazione -, per qualificare il progetto 'iDeenell'Arte-Donne nell'Arte e per l'Arte'.
Un caloroso e particolare 'grazie' è stato rivolto dal Presidente dell’ADAC Giuseppe Bellantonio ad Alberto Bertucci - Sindaco del Comune di Nemi, patrocinante l'iniziativa – e al v.Sindaco Sig.ra Edy Palazzi, nonché alla stessa Cittadina di Nemi, ospitante l'evento.   'Grazie' che è stato espresso anche per il patrocinio concesso dal Comune di Lanuvio: segnatamente al Sindaco Luigi Galieti e ad Alessandro De Santis, Assessore alla Cultura, dei quali è stato letto un gradito comunicato indirizzato ai presenti: anche in questo caso, è vivo auspicio che possano svilupparsi iniziative artistiche e culturali in genere, utili a far meglio conoscere tutti questi territori così ricchi di Storia e Arte.
L'amabilità e l’accoglienza della Città di Nemi è stata evidenziata  dagli sponsor tecnici, che - invero numerosi – hanno allietato gli ospiti con la loro spontanea e gustosa accoglienza.  Il servizio fotografico è stato curato graziosamente da Stefano Mascioli.
Di tutto rilievo la presenza dei molti sponsor che hanno condiviso l'iniziativa  dall'Accademia: IL MITREO Galleria d’Arte Contemporanea - Presidente, Dott.ssa Monica Melani, I.S.I.D.E., MIRA-Movimento Internazionale per un Rinnovamento nell'Arte, CATENA, ARTEMIDIA Associaz. Culturale - Presidente, M.me Annamaria Petrova-Ghiuselev, PROVIDA ITALIA Onlus - Presidente, Rosa Guevara Alfaro, SPOLETO ART FESTIVAL - Presidente, Prof. Luca Filipponi, Fondazione T.A.U. - Presidente Umberto Giammaria, M-AREA, ARTEMISIA Onlus - Presidente, Dott.ssa Mariastella Giorlandino, AIAC-Assoc.ne Internazionale di Apostolato Cattolico - Presidente, M° Gennaro Angelo Sguro – che ha voluto presenziare per porgere i proprio saluto e quello dei propri associati -, AUGE-Accademia Universitaria degli Studi Giuridici Europei - Presidente,  Prof. Cesare Cilvini  assistito dal Prof. Giuseppe Catapano, CIAP-Centro Int.le di Aggregazione Popolare per la Cultura e le Scienza Sociali, FLIP-Free Lance International Press, Presidente Dott. Virgilio Violo.
Tra gli attesi ospiti dell’evento, spiccavano personaggi di rilievo del mondo dell'Arte quali il M° Ennio Calabria, il Prof. Luca Filipponi – che, impossibilitato per un imprevisto, ha fatto pervenire al Presidente Bellantonio il suo personale plauso in uno ad alcune considerazioni - la N.D. Brunella di Torradrano, e altri.
Sintetico, qualificato e apprezzato l’intervento del collezionista, curatore ed esteta dell’Arte Daniele Taddei che, oltre al valore della manifestazione, ha desiderato sottolineare la qualità delle opere esposte e quindi degli Artisti in mostra, ribadendo anch’egli l’esigenza di recuperare di quei valori che ne devono contraddistinguere la presenza, anche a livello sociale.
Proprio a proposito del connubio tra le sensibilità tipiche del mondo dell’Arte ed i valori sociali più autentici, la Dott.ssa Giorlandino, suscitando unanime apprezzamento,  ha offerto ai residenti del Comune di Nemi l’utilizzo gratuito della Blu Card per le prestazioni di diagnostica e consulenza medica proposti dalla nota e qualificata rete ARTEMISIA LAB: un’offerta, che sarà gestita di concerto con il Comune di Nemi, che prevede una significativa scontistica per prestazioni sempre e comunque di alto livello, al top della sanità privata.  
Anche il Prof. Catapano nell’occasione ha avuto il piacere di far giungere ai presenti, oltre al suo più vivo apprezzamento, nota della celebrazione ufficiale della nascita dell’AUGE, che avrà luogo il 22 Luglio con una solenne cerimonia presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati.
Numerose le attestazioni di condivisione, sostegno ed augurio: tra le altre quelle della C.ssa Patrizia de Blanck - sorella del compianto e noto Artista M° Dario de Blanck, alla memoria del quale nel 2017 l’Accademia dedicherà un Premio riservato ad un Artista emergente -, del Dr. Antonino Santisi – caro all’ADAC per la sua pregevole e partecipe attività -, del Prof. Antonio Lizzi – virtuoso del pianoforte -, del Dott. Virgilio Violo – Presidente della FLIP-Free Lance International Press, …
Questo evento dell'ADAC è significativo in quanto rappresentativo dei contenuti espressi proprio nel MANIFESTO PER L'ARTE: Manifesto unico nel suo genere e la cui stesura, voluta e maturata sotto l'egida dell'Accademia, è stata attentamente curata dalla Presidenza, dall'Artista Prof.ssa Rosanna Della Valle – che, anche quale insigne Artista, nel suo intervento introduttivo ha fatto la sintesi artistica dell’evento, e dei motivi che ne hanno suggerito la progettazione, presentando ed illustrando al v.Sindaco e Assessore alla Cultura Sig.ra Edy Palazzi contenuti, opere e Artisti -  e dalla Dott.ssa Monica Melani - curatrice e titolare dell’apprezzata Galleria d'Arte Contemporanea IL MITREO di Roma, peraltro centro di aggregazione sociale e culturale – attraverso l’unione di un comune sentire e traendo spunto tanto dalle esperienze dirette che dall'analisi attenta del mondo dell'Arte.
L'Accademia, nel corso dei lunghissimi anni della propria attività, ha sempre prediletto una presenza incentrata su incontri letterari, conferenze, dibattiti, e quant'altro utile a stimolare confronti di tipo intellettuale: pur se anche l'Arte ha sempre avuto una sua valenza significativa.   
Oggi, nella consapevolezza della severità della condizione complessiva della società, contrassegnata dalla perdita o quantomeno dallo smarrimento di quei valori fondanti tipici del XX° secolo, l'ADAC intende ripartire proprio dall'Arte  per stimolare l'attivazione di una rinnovata corrente di pensiero, che - esaltando i valori dell'Uomo, della Libertà e della Democrazia - possa dare nuovo impulso a un processo evolutivo nel segno della Tolleranza e dell'Amore. Solo così, riscoprendo e ritrovando il senso e lo spessore concreto di questi Valori, potremo raggiungere nuovamente quell'equilibrio che oggi è violato e stravolto dalla violenza, dall'odio etnico e religioso, dalla sopraffazione dei più deboli con gli strumenti della guerra. Guerra sovente sostenuta da alibi sofisticati quanto contorti, utili a mascherare intenti mercantili e commerciali.  Un contributo sentito e concreto, quello che si vuol offrire, rinnovando il confronto attraverso la dialettica  e riscoprendo quindi la piacevolezza della più ampia e civile convivenza, nel segno della Pace Universale come pure nel rispetto dei valori fondanti alla base del pensiero di ogni Civiltà.
E' in questa ottica, inoltre, che l'Accademia vorrà rendersi parte di quel rinnovato progetto di riqualificare le periferie romane, non solo rendendosi disponibile a collaborare con le altrui iniziative, ma anche proponendone di proprie: mossa dalla propria certezza che la Cultura - attraverso ogni proprio strumento, ivi inclusa l'Arte - è l'unico strumento che possa stimolare concretamente la crescita e lo sviluppo dell'Uomo, rendendolo così più forte e pronto a contrastare tutto ciò che, in concreto, possa essere permeato dalla malvagità di animi cattivi, violenti, predatori e prevaricatori.
Roma, 15 Luglio 2016                                                                                                                                                                                                          Giuseppe Bellantonio
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Oltre ciò - specie per le parti informative a contenuto storico e/o divulgativo - i Lettori, ovvero quanti comunque interessati alla materia, che possano ritenere ciò utile e opportuno, potranno suggerire delle correzioni e/o far pervenire qualche proposta. Proposte che saremo lieti di valutare ed elaborare
 


mercoledì 1 giugno 2016

SISTEMA ARTEMISIA: NEL SEGNO DELL'ECCELLENZA!

Nel contesto della Sanità Privata, a Roma tutti ben conoscono – e apprezzano – quel complesso di studi medici, laboratori, impianti e apparecchiature cliniche, che va sotto il nome di ARTEMISIA.                                                
L’offerta di servizi proposti dalla rete dei Centri Artemisia è semplicemente eccellente, diversificata, moderna: ogni Centro è di per sé un coagulo di professionalità cliniche, espresse a favore dell’utenza attraverso una più che valida sinergia tra gli operatori di front e back office ed i sanitari professionisti. Già nel mettere piede in uno dei Centri Artemisia, fa sentire non di ‘essere entrati’ in un Centro polifunzionale e polispecialistico del comparto sanità, ma fa sentire di venire ‘accolti’ in un contesto dove tu paziente ricevi la massima attenzione oltre che ogni assistenza possibile e utile per soddisfare le tue esigenze.
E questo è il primo fiore all'occhiello di queste strutture: la cura nell'accoglienza, con collaboratori che addirittura ti vengono – anche fisicamente – efficacemente incontro, anche solo per indirizzarti a uno sportello piuttosto che ad un altro.
E già questo depone a favore della qualità anche solo del modo di porsi; ambienti accoglienti e pulitissimi, ma non umanamente ‘asettici’, ‘freddi’: poiché chi vi si reca – anche solo per una banale analisi di routine – percepisce immediatamente di essere al centro dell’attenzione.
Questo è il fil rouge che caratterizza tutti i Centri Artemisia, i Collaboratori e il Personale Medico che vi opera: attenzione, sollecitudine, efficienza e rapidità è il loro motto.
Ma, al di là del contributo offerto da ciascuno,  l’impronta che caratterizza e permea il tutto, è quella che nel tempo è riuscita a dare – ed a mantenere, non senza difficoltà e sacrifici – la Dott.ssa Mariastella Giorlandino: non semplice proprietaria, ma imprenditrice; non semplice detentrice del controllo sull'articolato complesso dei Centri, ma intraprenditrice di continue iniziative tese a rendere accessibile ad un costo equo ancorché sostenibile, il meglio delle professionalità che la Sanità Privata possa proporre.
Sempre a vantaggio degli utenti ma – cosa che non sono in molti a conoscere -dando sempre grande attenzione alle categorie più sensibili, deboli e svantaggiate: categorie per le quali spesso la cura della persona è un lusso difficilmente sostenibile
Ecco, Mariastella Giorlandino ed i suoi Centri ARTEMISIA – utilizzando anche il supporto operativo, sociale ed umanitario di ARTEMISIA Onlus – rappresentano una mirabile e concreta sintesi di tutto ciò: elevato standard delle proposte, qualità d’eccellenza nelle prestazioni di professionisti medici, straordinario livello socio-assistenziale.   
Verso tutti indistintamente , ma verso chi ha più bisogno in modo particolare.
Come donna, Mariastella Giorlandino ben conosce le difficoltà e le insidie che le donne, specie quelle più giovani e sensibili, possono affrontare in un contesto sociale sempre più difficile.
Ecco allora che ARTEMISIA e ARTEMISIA Onlus si rendono disponibili nel porsi in ascolto - con altruistica sensibilità e con grande disponibilità materiale,oltre che con i mezzi più  idonei - di chi, con la voce, con uno sguardo disperato, 
possa chiedere un aiuto, un sostegno, anche solo morale.
E questo impegno sociale non è solo di Mariastella Giorlandino, ma anche di tutti i suoi Collaboratori e di quanti – grazie alla sua rete di conoscenze – ella riesce a sensibilizzare su determinate tematiche.  
Come evidenziato nei giorni scorsi (cfr. "Leggo" del 30 u.s.) l'attenzione verso le persone, ed in particolar modo quelle più deboli, le ha suggerito di mettersi a disposizione della collettività: durante l’estate, nel corso di quel mese di Agosto che – specie per chi resta in Città – guarda con timore, i Centri ARTEMISIA LAB resteranno aperti 24 ore su 24, garantendo assistenza e primo soccorso per chi dovesse vivere situazioni di improvvisa emergenza sanitaria.    Una decisione, quella che la Dott.ssa Giorlandino ha preso dopo essersi consultata anche con importanti figure professionali della Sanità Romana, nell'interesse della Città, per i Cittadini, per la gente che soffre. Ma ancor più forse per chi, solo nella grande Città durante l’estate, ha timore anche solo di poter star male.
Tutto questo, sono i Centri ARTEMISIA; tutto questo è l’impronta di una Persona umanamente ed imprenditorialmente capace; tutto questo è il SISTEMA ARTEMISIA.  
Un ‘sistema’ – sanitario e sociale – particolare e unico nel suo genere, punto di riferimento certo per i Cittadini. 

Roma, 1 Giugno 2016                                   Giuseppe Bellantonio

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venerdì 11 aprile 2014

ANCHE L'ARTE E LA CULTURA A SOSTEGNO DELLA DIGNITA' DELLA DONNA


In chiusura dei lavori del Convegno di Studi “Tutela della dignità ed incolumità fisica e psicofisica della donna attraverso la cultura del rispetto” - tenutosi a Roma il 9 c.m. su impulso della Dr.ssa Claudia Corinna Benedetti, Presidente dell'ONPS-Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza, affiancata dalla Prof.ssa Paola Soncini Panerai, Presidente della Sez. Roma Campidoglio della FIDAPA BPW Italy -, è stato previsto uno spazio dedicato all'Arte e alla Cultura.

Il fine era quello di ricondurre il complesso della tematica trattata anche all'essenziale importanza che la comunicazione riveste; la comunicazione – ad ogni suo livello – presuppone l'uso di solide basi culturali, tanto per sostenerne la forma che per qualificarne i contenuti; la cultura, nelle proprie mille sfaccettature, contiene gli elementi tutti della libertà di opinione e di espressione come pure della capacità di esprimerne i valori attraverso attività intellettuali e forme di Arte.

Lo spazio ha quindi inteso esprimere e sottolineare quanto la capacità di comunicare sia importante, divenendo fondamentale quando la comunicazione si fa densa di contenuti; quanto la volontà di fare ed esprimere cultura possa essere trainante nel suscitare azioni e reazioni; quanto l'estrinsecazione del pensiero, della fantasia e della passione, in forme d'arte, possano essere delle valide sentinelle a presidio della legalità e di quella “normalità” che le cronache quotidiane – nella loro tragicità, specie nella descrizione di violenze sempre più spesso beluine – ci fanno apparire sempre più distante, ovvero sempre meno difendibile: quanto meno con le “armi” tradizionalmente adottate e adottabili.

Ecco quindi, come sottolineato dalla Presidente Dr.ssa Benedetti, che nella imprescindibile necessità di un cambiamento radicale delle situazioni violente e tragiche consegnateci dall'attualità, i colori, le forme, le ispirazioni, le sensibilità tutte e quindi i messaggi lanciati dalla Cultura e dall'Arte, assumono un valore significativo e intenso.

Ai piedi del palco, fin dall'avvio dei lavori, erano presenti le opere di Artiste molto conosciute ed apprezzate per l'elevata qualità delle loro opere e dei contenuti espressi: abilità e capacità che pone le Artiste ai più elevati livelli della maestrìa.

Durante i lavori, alla tristezza delle tinte più fosche con cui i diversi interventi dipingevano la violenza in generale e quella verso le donne in particolare, l'occhio poneva sollievo vagando tra i colori e le forme delle tele: quasi a voler cercare conferme che, nell'eterno confronto tra Bene e Male, la Bellezza artisticamente e culturalmente espressa può giocare un ruolo molto rilevante.

Alle pittrici Carla Cantatore, Rosanna Della Valle, Mariastella Giorlandino e Barbara Nardacci va quindi riconosciuto il merito di aver posto in visione delle opere colme di sensibilità e di energia, di vitalità e di passione, di fantasia, di emozioni e di espressioni lasciate quasi a mezz'aria, lasciando che gli spettatori potessero completarne una parte attraverso la loro dimensione più sensibile.

Carla Cantatore – conosciuta anche per l'impegno sociale e civile, e molto apprezzata dalla critica – ha messo in mostra due opere dai colori vivaci e ricchi di energia, dove un capace gioco di piani lasciava intravedere le forme dinamiche ora di una Danza Quadrupede ora di una silhoutte che mirabilmente si richiamava ai soggetto del Convegno – ossia, la Donna -, dipinta com'era nel bianco di un Tricolore declinato al femminile – Tricolora, appunto -, intesa anche a sottolineare lo specifico dettato della nostra Carta Costituzionale. Colori intensi e abile inserimento di forme e movimenti: dinamici e incisivi, eppur delicati, hanno attratto i partecipanti: donando note di colore, e di speranza, in un contesto seriamente impegnato nella trattazione di tematiche e problematiche di così ampia portata.

A fianco di queste opere, seguivano quelle di Rosanna Della Valle: ne “L'universo della donna” quest'Artista molto capace e brillante ha posto in rilievo la sua consolidata ed apprezzata esperienza attraverso un gioco di profondità e prospettive, di colori ricchi di vitalità. Al centro una piccola figura che, con una posa che riconduceva al concetto di crocifissione – e quindi di punizione subita, solo per il fatto di essere Donna – si staglia contro un forte chiarore: una catarsi drammatica dalla quale la pittrice fa scaturire un'energia quasi cosmica, dalle volute fluttuanti ed intensamente colorate, con sfumature luminose e dinamiche. Testimoni di un messaggio di rinnovamento di Vita. Uno stato d'animo che continua nell'altra tela esposta, Futuro: un carosello di colori e di movimenti curvilinei, un susseguirsi di dimensioni “oltre” lo sguardo dello spettatore, quasi fosse un viaggiatore nello spazio: destinazione... l'ignoto; come ignoto è il futuro. Della Valle, un'Artista che con capacità spazia nei temi e nelle forme, con un modo di esprimersi cangiante, prezioso e fluido.

Dopo le belle espressioni artistiche di Carla Cantatore e di Rosanna Della Valle, l'attenzione viene catturata dalle figure morbide e intense espresse dalla pittrice Barbara Nardacci, che ha espresso due intensi dipinti figurativi: Pubertà e Avranno smesso di litigare?. Il suo lavoro – ricordandone la specificità: medico neurochirurgo – la porta a confrontarsi quotidianamente con gli aspetti più dolorosi e traumatici della vita, ponendola a diretto contatto con il grande fascino insito in quella meravigliosa macchina-laboratorio che è il corpo umano. Proprio questo bagaglio di percezioni, unito al complesso delle competenze artistiche acquisite fin dall'adolescenza – le ha consentito una cospicua padronanza delle forme, le cui vibrazioni e la cui intensità arrivano con forza a chi ne osservi le opere. In Pubertà, un giovanetto pare interrogarsi – tra attese e speranze - su ciò che potrà riservargli il futuro, anche se i suoi forse troppo grandi pensieri sono mitigati dagli abiti ancora di foggia fanciullesca. In Avranno smesso di litigare? una bimba un po' contrariata dà le spalle alle baruffe di un cagnolino: i suoi occhi, forse malinconici o forse solo annoiati, si offrono allo sguardo di chi osserva come una porta aperta sul passato, sul presente e sul futuro. Barbara Nardacci, ha quindi abilmente intrigato lo spettatore: tanto per la sua gradevole capacità che per la sua sensibilità di Artista, abile nell'intimizzare e poi porgere la parte spirituale dell'uomo.

Le opere dell'Architetto Mariastella Giorlandino concludevano questa panoramica dedicata all'Arte ed alla Cultura: le delicate figure, il contrasto tra la prevalente architettura di fondo ed il tratto squisitamente accademico, ben hanno trasmesso le ispirazioni dell'Artista.    La sua sensibilità la porta a soffermarsi con frequenza sulla figura femminile, interpretata specie nella nudità: garbate sensualità mai eccessive o impudiche, trasmettono sensazioni intense al pari dell'antagonismo di fondo tra passione e ragione, tra emozioni e natura umana. Le sue opere, guardate a lungo, sono capaci di generare un sottile turbamento: che è poi quello che si trasmette dall'Artista all'opera e dall'opera allo spettatore, e da qui ri-percepito dall'Artista; uno stratificarsi di sensazioni ed emozioni che origina un'atmosfera magica, un'energia che tocca nel profondo, arrivando a consentire allo spettatore di porsi nella dimensione culturale e artistica dell'Autrice, cogliendone anche il tratto più sensibile e umano.

Chi scrive, ha avuto l'onore ed il piacere di introdurre le opere realizzate da queste brave, eclettiche, intense Artiste, cogliendo l'occasione – d'intesa con la Dr.ssa Benedetti, considerati i tempi ristretti – per chiamarle sul palco: Artiste che illustravano in prima persona l'impronta caratterizzante le loro opere; Donne felici ed orgogliose di aver saputo affermarsi, tra sacrifici e rinunce ma con caparbia volontà, nella Società e nell'Arte.   

Senza mai venir meno alla delicata intensità del loro esser Donna.

Per questo motivo - mentre un personale pensiero mi riconduceva alla memoria di Dario de Blanck y Menocal, genio innovativo dell'Arte moderna, cui sono stato profondamente legato per vari decenni da una sincera e radicata amicizia personale ed artistica - nelle conclusioni ho inteso richiamare l'attenzione dei presenti sull'opera, prima inter pares, firmata dall'Artista Giorlandino: La nostra Vita.

Un'intensa figura femminile offre il suo corpo alla brezza che si leva, scompigliandone i lunghi capelli: espressione di una joie de vivre intensa e di un'altrettanta energica volontà di appropriarsi appieno della propria vita. Le sue gambe sono accarezzate dalle foglie mosse dal vento, che – in una visione più lirica - possono persino essere viste come lambite da una danza di piccole fiamme: quelle di un'entità malvagia e predatoria che, fino all'ultimo, tenta di ghermire la propria preda. Ma è la voglia di sottrarsi ad un possibile destino malevolo che sospinge questa donna a guardare con forza verso il futuro, verso la propria vita verso la quale sta muovendo decisa, mentre un leggero sorriso ne illumina i tratti.

Simbolicamente quanto artisticamente, a mio avviso, il dipinto ed il messaggio che lo caratterizzava, hanno rappresentato la giusta sintesi per concludere – comunque con un messaggio di volontà e speranza – l'eccellente Convegno di Studi.
Roma, 11 Aprile 2014                                        Giuseppe Bellantonio

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